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Attualità | sabato 14 aprile 2018, 15:37

L'impegno di Sucos in Kenya

Il gruppo di volotariato di Castelrosso guidato da Sergio Sosso

L'impegno di Sucos in Kenya

E' ancora tempo di progetti e di solidarietà per Sergio Sosso, castelrossese e referente di Sucos, il gruppo di volontariato che si occupa di progetti di sviluppo e di solidarietà nei Paesi più poveri. Negli anni, Sosso ha instaurato un legame particolare con il Kenya e con i sobborghi di Nairobi, dove ha lavorato a lungo per portare condizioni di vita migliori.

E di ritorno dal suo ultimo viaggio, Sergio Sosso ha voluto raccontare ancora una volta la sua esperienza ed un nuovo progetto: “Carissimi amici e sostenitori,sono rientrato da pochissimo dal mio ultimo viaggio in Kenya. Le recenti piogge, che in modo anomalo hanno colpito la zona tendenzialmente secca, hanno impedito per alcuni giorni l'accesso, sia all'ospedale che alla scuola: le strade sono in terra battuta ed il fango le ha rese impraticabili. Ora la situazione è migliorata ed abbiamo provveduto a far portare ghiaia (che là chiamano maram) su tutto il percorso. Anche le colture ne hanno sofferto, ma si sta cercando di recuperare il possibile. L'ospedale, con la nuova sterilizzatrice e i nuovi computer installati, è quasi completamente autosufficente al pari di un qualsiasi ospedale statale. Ci manca unicamente una apparecchiatura (resuscitation machine) per i bimbi prematuri e non che alla nascita presentano deficit cardio-respiratori e il cui costo si aggira sui 7 mila euro. Dovremo acquistarla anche perché ci viene imposta dal locale Ministero della Salute. Se qualcuno avesse notizia di una apparecchiatura simile, anche usata, che provvederemmo a ricondizionare, è pregato di comunicarcelo.

La certificazione europea ci da molte più garanzie di una equivalente cinese che si trova sul mercato locale.

Abbiamo poi provveduto ad installare Skupe nella locale scuola e con grande soddisfazione si è già svolto un primo collegamento in diretta con la scuola di Torrazza Piemonte dove le scolaresche hanno potuto reciprocamente conoscersi e dialogare per alcuni minuti. Mi auguro che presto questi collegamenti possano estendersi anche ad altre scolaresche”.

Annarita Scalvenzo

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