Da oggi il Piemonte fa un passo in più verso l'autonomia differenziata, con l'approvazione in Consiglio Regionale degli schemi di intesa definitivi tra il Governo e la Regione. Con il voto in aula di oggi arriva così il mandato alla Giunta Cirio di proseguire il percorso negoziale con lo Stato.
Confronto in Commissione
Un risultato raggiunto dopo un confronto sul tema in Settima Commissione durante otto sedute nel corso delle quali sono stati audite ANCI, ANPCI, UNCEM, l'Università del Piemonte Orientale, CGIL, CISL e UIL Piemonte, nonché il Comitato No-Autonomia Differenziata Torino/Piemonte. "Un esercizio di democrazia e di ascolto - commenta il consigliere regionale della Lega Andrea Cerutti - che va esattamente nella direzione di un federalismo dei territori".
"Il nostro Piemonte - aggiunge - avrà una maggiore capacità di decidere come utilizzare e gestire al meglio le risorse per garantire più efficienza ai piemontesi".
"Rendere più efficiente utilizzo risorse"
"L'autonomia differenziata rappresenta per noi uno strumento concreto per avvicinare le decisioni ai cittadini e consentire alla Regione di rispondere in modo più efficace alle specificità del Piemonte" dichiara l'assessore regionale all'Autonomia Enrico Bussalino. "Non chiediamo privilegi ma la possibilità di amministrare meglio, valorizzando le capacità dei nostri territori e rendendo più efficiente l'utilizzo delle risorse".
"Traguardo Stato federale"
"Il nostro obiettivo - avverte l'on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario della Lega in Piemonte - è ottenere molto di più nella prossima legislatura, e il traguardo rimane quello dello Stato federale. L'autonomia differenziata non è certamente un vantaggio solo per Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto. I principi di autodeterminazione e sussidiarietà sono un vantaggio per tutti coloro che, al nord come al sud, sanno ben amministrare".
"Per il Piemonte, in particolare, occorre raggiungere una forma di riequilibrio finanziario, oltre che decisionale, considerato che la nostra Regione vanta nei confronti dello Stato un residuo fiscale annuo di circa 10 miliardi di euro” conclude Molinari.













