Sono centoventi gli amministratori del Torinese che ieri sera, giovedì 10 settembre, si sono radunati sotto il tendone del parco Ruffini, per la seconda edizione della cena alla Festa dell'Unità. Tra di loro molti sindaci che si ricandidano, come Stefano Lo Russo pronto a correre a Torino nel 2027 per il secondo mandato, ma anche chi è pronto a lasciare sposto ai suoi successori.
Guerra per la successione?
È il caso del primo cittadino di Nichelino Giampietro Tolardo. Quarantamila abitanti, la cittadina della zona sud è considerata una roccaforte del centrosinistra, che la guida in maniera ininterrotta dagli anni '70. Ma sulla successione di Tolardo potrebbe aprirsi una spaccatura all'interno del PD, che si sta cercando in tutti i modi di evitare.
I tre possibili candidati
Anche se non c'è nessun candidato ufficiale, i rumors danno tre persone in pronte ad assumere l'incarico: l'ex consigliere regionale Diego Sarno, che ha mancato di poco nel 2024 l'obiettivo di tornare a Palazzo Lascaris; l'attuale vicesindaco Carmen Bonino; l'assessore ai Lavori Pubblici e Commercio Giorgia Ruggiero.
Un ruolo decisivo lo avrà il nuovo segretario del PD di Nichelino, Davide Morabito, che prima dell'estate ha raccolto l'eredità di Antonio Landolfi.
In queste settimane sta lavorando a stretto contatto con il sindaco uscente Tolardo per individuare la soluzione migliore, senza dover ricorrere alle primarie per sbrogliare la matassa. L'obiettivo è arrivare alla sintesi e alla scelta di un candidato unitario entro novembre, come ha saputo fare la vicina Moncalieri un anno fa, puntando su Lorenzo Mauro già sei mesi prima del voto.
Il punto di Tolardo
A fare il punto, durante la cena, dei due mandati il sindaco Tolardo. "È stata un'esperienza complessa e meravigliosa, per chi come me ha questa passione politica. Ci siamo sforzati di fare crescere Nichelino, in continuità con il passato: abbiamo investito milioni di euro e rifatto tutte le piazze, che sono i luoghi di socializzazione".
"Oggi - ha proseguito il sindaco di Nichelino - stiamo lavorando molto sul tema dei rifiuti: in alcuni casi, purtroppo, non siamo riusciti ad elevare molto il senso civico. Abbiamo investito molto nelle scuole e nella loro messa in sicurezza: ne stiamo realizzando poi due, non è cosa da poco riuscire a chiuderle nel mandato".
Castello tris?
È quasi giunto alla fine dei due mandati anche il sindaco di Chivasso Claudio Castello, che non può ricandidarsi per normativa. Ma proprio ad inizio estate dal Governo nazionale è arrivata un'apertura al terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 15 mila abitanti. Una novità che, si concretizzasse, potrebbe dare a Castello la possibilità di ricandidarsi alla guida della città dei Nocciolini per il tris.
Bilancio di Castello
Un'ipotesi quest'ultima che resta ancora in campo, in attesa del 2027 e che Roma sciolga il dubbio. Nel frattempo il sindaco fa il bilancio dei due mandati, a partire dagli obiettivi raggiunti: "Abbiamo posto la base per la chiusura della discarica più grande del territorio e la messa in sicurezza del territorio, c'era anche il percolato nelle falde: una bomba ad orologeria ambientale che abbiamo evitato". "Siamo in tabella di marcia - ha aggiunto - rispetto al piano di mandato: nel secondo avrei voluto fare qualcosa in più sul risparmio energetico. Abbiamo investito però più di 9 mln del Pnrr e per la rigenerazione urbana sul parco del Po".













