Sono passati più di tre anni, per la precisione tre anni e un mese. Il 30 settembre a Ivrea si aprirà il processo sulla strage di Brandizzo. E il 24 la Cgil sarà in piazza, letteralmente. Lo farà in piazza Carlo Tempia a partire dalle 9:30 con un evento patrocinato dal Comune e che vedrà la partecipazione non solo della sindaca Monica Durante, ma anche la mamma di una delle cinque vittime (Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa).
L'allarme non è finito
"E' successo qualcosa che non avrebbe dovuto succedere - dice Giorgio Airaudo, segretario generale di Cgil Piemonte -. E andiamo lì per segnalare che il piccolo tribunale di Ivrea ha fatto un lavoro straordinario, visto l'organico ridotto e la mole di lavoro. Ma anche per segnalare che l'allarme non è finito: temiamo che un episodio come quello di Brandizzo si possa ripetere. Continuano a esserci subappalti nei cantieri non solo ferroviari, ma resta sempre attuale il tema della sicurezza. Non si sta facendo abbastanza". "Non abbiamo dimenticato e non ci adeguiamo: non pensiamo che l'esistente sia la normalità, ma che si debba o si possa lavorare con migliori condizioni e migliori salari. Soprattutto quando si lavora per una committenza così grande".
Udienza preliminare
L'udienza preliminare presso il Palazzo di Giustizia di Ivrea porterà avanti imputazioni per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, con la richiesta di rinvio a giudizio per le società RFI, Sigifer e CLF.
"Saremo lì - spiega Massimo Cogliandro, segretario generale di Fillea Cgil Torino e Piemonte - perché ci sono temi fondamentali da tenere presenti. A cominciare dai famigliari delle vittime, che rimangono soli quando si spengono i riflettori. Parliamo per esempio del gratuito patrocinio, perché le famiglie che subiscono il lutto spesso sono anche in forte difficoltà economica e non hanno le condizioni per chiedere giustizia e dignità. Soprattutto quando si confrontano con controparti di committenza pubblica". "E poi si continua a lavorare con la stessa situazione di prima - prosegue - forse con un minimo di attenzione in più".
"Scudo per le famiglie"
"Non sarà una cerimonia, ma una rivendicazione di giustizia: il processo deve andare in una certa direzione. L'apertura del processo è una resa dei conti nella quale le responsabilità dei dirigenti Rfi a conoscenza di quel che stava succedendo dovranno essere spiegate ai giudici", aggiunge per Giuseppe Santomauro, segretario Filt Cgil Piemonte. "Saremo scudo delle famiglie delle vittime e ci impegneremo per avere giustizia per quei lavoratori morti. Bisogna smantellare la logica della fretta e della corsa al minor costo tra appalti e subappalti che una realtà pubblica come Rfi continua a mettere in campo. Non hanno nemmeno aggiornato il documento di valutazione dei rischi: le responsabilità non possono ricadere sugli ultimi che stanno sui binari, ma arriva dall'alto".
Impegno nel quotidiano
"Da tempo ci costituiamo parte civile in circostanze come queste - conclude Federico Bellono, segretario Cgil Torino -, ma l'impegno principale deve essere nel quotidiano, per ridurre i rischi per le persone che lavorano".
E se da un lato il rischio prescrizione sembra scongiurato (servono 14 anni), la richiesta dei sindacati è di una superprocura specializzata che possa intervenire su casistiche di questo genere al di là della localizzazione geografica.









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