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Economia e lavoro | 21 agosto 2026, 09:15

Dal latte dei soci al territorio: la filiera corta di Piemonte Latte

Circa 300 soci, una raccolta che attraversa diverse province piemontesi e un latte seguito dalla stalla fino alla trasformazione. Piemonte Latte racconta una filiera corta costruita sulla cooperazione, sulla qualità della materia prima e sulla capacità di dare forza anche alle aziende agricole più piccole

Dal latte dei soci al territorio: la filiera corta di Piemonte Latte

La storia di Piemonte Latte, cooperativa aderente a Confcooperative Piemonte, nasce da un’esigenza molto concreta: permettere agli allevatori di avere più forza in una filiera dominata da pochi grandi operatori. Quando negli anni 80 alcuni produttori cuneesi decisero di unirsi, la cooperazione rappresentò lo strumento per dare voce e opportunità economiche anche alle aziende pedemontane più piccole.

Oggi Piemonte Latte conta circa 300 soci, concentrati soprattutto in provincia di Cuneo, ma presenti anche nel Torinese e, in misura minore, nelle province di Novara e Alessandria.

«La nostra idea è sempre stata quella di non lasciare indietro nessuno. Anche una piccola azienda può entrare nella cooperativa e trovare una struttura capace di accompagnarla e valorizzarne il latte», racconta Roberto Morello, presidente di Piemonte Latte.

Una Filiera Corta organizzata e controllata

Nel settore lattiero-caseario la vicinanza è anche una necessità. Il latte è una materia prima fresca che deve essere raccolta rapidamente: nel giro di 24, al massimo 48 ore, lascia la stalla e prosegue il suo percorso. Una filiera che non si ferma, nemmeno nei giorni festivi.

Il latte dei soci viene raccolto attraverso una logistica organizzata in base alla destinazione finale. Per le produzioni DOP, ad esempio, la materia prima deve provenire esclusivamente dai territori previsti dai rispettivi disciplinari.

«Il latte parte dalla stalla ed è tracciato in ogni passaggio: sappiamo esattamente da quale azienda proviene ogni cisterna e anche a quale caseificio viene destinata. Per noi la filiera corta significa anche questo: conoscere e controllare il percorso della materia prima», spiega Morello.

I controlli sono frequenti e accompagnano da anni l’attività della cooperativa. Già dagli anni Ottanta Piemonte Latte ha investito nel sistema Latte Qualità Piemonte; oggi il latte raccolto viene sottoposto a verifiche periodiche, con particolare attenzione ai parametri qualitativi e al benessere animale.

Dal latte piemontese alle produzioni DOP e BIO

Il latte conferito dai soci è la materia prima per numerosi prodotti lattiero-caseari, dalle produzioni fresche, più presenti nei mesi estivi, ai formaggi stagionati, che raggiungono gli spacci aziendali dei caseifici, i negozi alimentari locali e la grande distribuzione. Dietro molti formaggi piemontesi e non solo, quindi, c’è una materia prima di qualità proveniente dagli allevatori della cooperativa e interamente tracciata.

Una parte della raccolta del latte è certificata biologica e segue una filiera dedicata, dalla singola azienda agricola fino alla trasformazione.

Nel 2023 Piemonte Latte, insieme ad altre due realtà, ha anche avviato il progetto “Bianco”. Per la prima volta tre cooperative lattiero-casearie piemontesi hanno scelto di gestire insieme parte dei picchi produttivi invernali, trasformando il latte in un formaggio duro da tavola. La produzione ha raggiunto circa 10.000 forme e continua a crescere: una soluzione che permette di trasformare un’eccedenza stagionale in un’opportunità condivisa per gli allevatori.

Una filiera corta legata alla terra e alle sue risorse

La produzione di latte comincia molto prima della mungitura ed è strettamente legata al territorio e alle sue risorse. Gli allevatori soci producono direttamente buona parte dei foraggi destinati agli animali e dipendono quindi dall’andamento delle stagioni e dalla disponibilità di acqua. Siccità e caldo eccessivo possono incidere sulle colture e, di conseguenza, sulla produzione di latte, con effetti ancora più evidenti nelle aziende biologiche.

Questo legame diretto con l’ambiente rende ancora più importante l’attenzione alla sostenibilità, che accompagna anche il percorso di evoluzione della cooperativa. Dal 1° gennaio 2026 Piemonte Latte utilizza esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate, integrando l’energia acquistata con quella prodotta dall’impianto fotovoltaico da 117 kWp installato nel 2024 nella sede di Savigliano. A questo si aggiungono sistemi di lavaggio studiati per ottimizzare il consumo idrico e pratiche di riutilizzo degli scarti agricoli adottate da alcuni soci.

La filiera corta di Piemonte Latte si conferma così un modello di eccellenza che valorizza le risorse locali in concrete opportunità condivise per tutti i soci allevatori, consolidando un legame profondo e proficuo tra produzione agricola e comunità locale.

Inoltre, grazie al controllo e alla tracciabilità, che accompagna il prodotto dalla stalla alla tavola del consumatore, la cooperativa garantisce un impegno costante per la qualità e la tutela della materia prima.

I.P.

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