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Sanità | 07 dicembre 2022, 18:20

C'era una volta la guardia medica, i medici lanciano l'allarme: "Ritardi e diagnosi errate, si rischia il caos a Natale"

I cittadini non parlano più direttamente col medico, ma con un centralino in cui lavorano (poche) persone non formate. Risultato? Attese infinite e non mancano le diagnosi sbagliate. Rischio caos sotto le feste

foto di archivio

C'era una volta la guardia medica, ora i medici lanciano l'allarme: "Si rischia il caos a Natale"

C'era una volta la guardia medica. Potrebbe iniziare così la favola, al momento senza lieto fine, di un servizio mandato in pensione forse con troppa fretta e sostituito oggi dal servizio di Continuità Assistenziale, pensato per garantire gratuitamente, in caso di assenza del Medico di Famiglia, l’assistenza medica di base per situazioni non urgenti che rivestono carattere di non differibilità.

Il moltiplicarsi dei casi di disservizio

Soprattutto nell'ultimo periodo infatti, si sono moltiplicati i casi di disservizi, con cittadini in attesa per ore di un colloquio con il medico e contattati nel cuore della notte. La ragione va trovata nella procedura, cambiata radicalmente: a rispondere alle chiamate dei cittadini non sono più direttamente i medici, ma la centrale unica armonizzata.

Un centralino formato da (pochi) operatori, non sempre formati correttamente dal punto di vista medico, anzi. Sono loro a inoltrare le chiamate ai medici: "La centrale detiene i dati degli utenti che hanno chiamato e, finché non li passa a noi medici, non abbiamo alcun modo per poter sapere chi c'è in attesa" spiega la dottoressa Erika Schembri, vice-segretario provinciale FIMMG settore Continuità Assistenziale Torino e Vice-Fiduciaria FIMMG CA TO3. 

Si allungano i tempi di attesa

"I tempi si dilungano proprio perché i coordinatori della centrale rifiutano di mettere un numero di operatori adeguato, con il risultato che le chiamate dei pazienti ci vengono inoltrate con ore e ore di ritardo, creando problemi a noi medici che spesso non possiamo intervenire in tempo e ai pazienti" racconta la dottoressa.

La centrale che dovrebbe fare da filtro, voluta da una normativa europea, in caso di tante chiamate finisce per passare la scheda anagrafica con ore di ritardo. Ecco spiegate le chiamate "notturne". Un altro problema è poi quello del primo contatto: è capitato infatti che, nonostante il cittadino avesse informato l'operatore di problemi di salute piuttosto seri, quest'ultimi non siano riusciti a diagnosticare con precisione la patologia che, se grave, rischia di non essere intercettata in tempo. 

Dover visitare 100 pazienti in 12 ore

Il numero delle chiamate è aumentato a dismisura, soprattutto in periodo di influenza. "Di inverno riusciamo a visitare in sede circa 100 pazienti nelle 12 ore diurne" spiega la dottorerà Schembri. Capita però, che proprio a causa di questo passaggio con la centrale, si rimanga fermi per diverso tempo, in attesa che qualcuno inoltri chiamate o schede anagrafiche. E non che i pazienti manchino. Tutt'altro. "Come sindacati abbiamo già segnalato le criticità, anche l'anno scorso: ma se 365 giorni fa erano comprensibili, essendo appena partito il servizio, perché oggi è ancora questa la situazione?" si chiede amareggiata la dottoressa, anche Segretario Nazionale del settore FIMMG Formazione, che rappresenta i medici in Formazione in medicina generale.

Da qui il timore per le feste natalizie, che coincidono con un momento in cui malattie e personale in ferie rischiano di congestionare ancora di più il servizio.

Andrea Parisotto

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