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Politica | 22 giugno 2022, 10:12

Siccità, il Piemonte a Roma per lo stato di emergenza. Cirio: "Fateci prelevare l'acqua dai fiumi per salvare agricoltura"

Tra le richieste dei governatori anche quella di usare i fondi del PNRR per fare piccoli invasi consortili

po in secca

Siccità, il Piemonte a Roma per lo stato di emergenza

Dopo settimane di siccità, questa mattina gran parte del Piemonte si è svegliato sotto una leggera pioggia. Al momento troppo poca per ridurre l'allarme siccità e per questo oggi il governatore Alberto Cirio, insieme ad altri colleghi, andrà a Roma per chiedere lo stato di emergenza

Il mare risale il delta del fiume 

Al Governo, come ha spiegato questa mattina il Presidente a Sky TG24, verranno chieste prioritariamente "risorse economiche per i nostri agricoltori, perché la situazione è drammatica". Tra i principali problemi la risalita del cuneo salino: quando la portata del Po è troppo debole, il mare risale il delta del fiume, rendono però inutilizzabile l'acqua per l'irrigazione. 

Invasi con i fondi del Pnrr 

"Questo - ha detto Cirio - si potrebbe alleviare aumentando le immissioni nel Po. Ma se io non utilizzo l'acqua dei laghi per l'agricoltura piemontese la danneggio. Ecco perché noi andiamo a chiedere una regia nazionale per la gestione del fiume". Terza richiesta che verrà portata a Roma, per evitare una nuova emergenza siccità, è che con i fondi del PNRR gli agricoltori possano fare piccoli invasi consortili. "Io vivo in una regione - ha detto Cirio - che per mesi ha il problema delle alluvioni, cioè di avere troppa acqua. È paradossale che in estate si arrivi ad averne troppo poca". 

Superare limite del prelievo dei fiumi 

Con lo stato di emergenza le Regioni avrebbero maggior potere per l'utilizzo delle riserve d'acqua, che in Piemonte si concentrano nei bacini idroelettrici. "Su questi ultimi - ha spiegato Cirio - noi già oggi stiamo già intervenendo: ad esempio Iren sta prendendo l'acqua di notte e la sta svasando nel canale Cavour, in modo da salvare la nostra agricoltura. Con lo stato di emergenza potremo superare anche alcuni limiti per il prelievo di acqua nei fiumi, fissati giustamente per salvaguardare l'ambiente. Noi però ora dobbiamo garantire la sopravvivenza economica di migliaia di agricoltori". 

Un miliardo di danni per l'agricoltura 

Il Piemonte, in parallelo, ha avanzato anche lo stato di calamità per risarcire i danni dell'agricoltura, che ad oggi ammontano ad un miliardo. "Come istituzioni - ha spiegato il governatore - abbiamo il dovere di coprirli, ma anche di limitarli. La captazione di acqua nei bacini e fiumi ci darebbe la possibilità di salvare l'agricoltura: ecco perché oggi chiediamo lo stato di emergenza. Sia il ministro Gelmini che Patuanelli confermano che per quest' ultima ci sono i parametri: io mi auguro che arrivo già oggi pomeriggio" ha concluso Cirio.

"La dichiarazione, peraltro inevitabile, dello stato di siccità gravissima per il Piemonte preclude, al netto delle proroghe, agli agricoltori della nostra regione il pieno accesso all'acqua dei fiumi: una sorta di condanna a morte per tante imprese del nostro territorio e un colpo durissimo sull'intero comparto", dichiarano Silvio Magliano e Carlotta Salerno dei Moderati. "Occorrono soluzioni immediate (il Governo abbrevi i tempi per la concessione dello stato di calamità) e progettualità sul lungo periodo (realizzazione di nuovi bacini e moderni invasi, nonché interventi per rendere più efficiente una rete di distribuzione che arriva oggi a perdere fino a un terzo della portata), utilizzando al meglio i fondi del PNRR. Il contrasto alla crisi idrica deve arrivare in cima all'agenda politica, a tutti i livelli".

Cinzia Gatti

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