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Politica | 21 aprile 2022, 16:18

"Fuori gli antiabortisti dai consultori", bagarre in Consiglio Regionale [VIDEO e FOTO]

Flash mob davanti a Palazzo Lascaris contro Marrone: "La decisione di avere figli non è legata al fatto di avere una mancetta, nel momento poi in cui la Regione sta per tagliare 5 mln sul welfare"

protesta contro assessore marrone

Dentro e fuori il Consiglio regionale esplode la protesta contro l'assessore Marrone

È di nuovo bagarre a Palazzo Lascaris sui 400 mila euro che l'assessore regionale Maurizio Marrone ha deciso di destinare ad un fondo per aiutare le donne, in difficoltà economica, a non abortire. La minoranza, mentre era in discussione il question time sul tema della consigliera regionale del M5S Sarah Disabato, ha esposto lo striscione "Fuori le associazioni antiabortiste dai consultori", costringendo il presidente del Consiglio Regionale a sospendere la seduta. 

Disabato (M5S): "Potenziate consultori e date i soldi direttamente alle donne" 

"Questa - ha detto a gran voce l'esponente pentastellata - non è la via giusta per convincere le donne ad avere figli. Assessore Marrone lei sbaglia a destinare 400 mila euro alle associazioni pro-vita, quando può darli direttamente alle donne tramite un percorso strutturale di aiuto".

"Basta - ha rincarato Disabato - alle mancette per le associazioni pro vita. Aiutare le donne in difficoltà è giusto e onorevole ma va fatto in altro modo, potenziando i Consultori e i servizi sanitari, affidando le donne a personale qualificato, prevedendo forme di sostegno diretto che passino tramite criteri oggettivi senza il coinvolgimento di altri enti o associazioni".

Marrone: "Noi garantiamo vera libertà scelta delle donne" 

"Ricordo - ha replicato Marrone - che l'interruzione volontaria di gravidanza è  regolata dalla legge 194, che molte persone a voce dicono di voler difendere, ma poco fanno in concreto. Noi stiamo dando attuazione a questa norma con un percorso che ha preso il via ad inizio legislatura, che mira a garantire la vera libertà di scelta della donna".

"Quest'ultima - ha aggiunto - deve essere realmente autodeterminata e non vincolata o condizionata da gravi vulnerabilità sociali, come nei casi in cui il partner non voglia farsi carico del bambino".

"Basta scelte patriarcali sui nostri corpi" 

E oltre alla protesta in aula, la Rete +194 Voci ha dato il via ad un flash mob davanti a Palazzo Lascaris. Un preludio del presidio femminista "Fermiamo la guerra" previsto alle 18 in piazza Castello.

"Siamo stufi - spiega Elena Petrosino di +194 Voci - che sui nostri corpi vengano prese scelte patriarcali e paternalistiche. La decisione di avere figli non è legata al fatto di avere una mancetta, nel momento poi in cui la Regione sta per tagliare 5 milioni sul welfare".

"Con quei 400 mila euro - aggiunge - si possono assumere cinque operatori per i consultori pubblici".

Cinzia Gatti

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