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Cronaca | 07 ottobre 2021, 17:32

Teste omertoso su tentato omicidio a Chivasso, condannato per false dichiarazioni

La Cassazione ha spiegato che "una persona non può impunemente rilasciare false dichiarazioni tali da pregiudicare lo sviluppo delle indagini"

aula di tribunale - foto d'archivio

Teste omertoso su tentato omicidio a Chivasso, condannato per false dichiarazioni

Ha rifiutato di rivelare ai magistrati i dettagli di un tentato omicidio: un caso di omertà, maturato negli ambienti della malavita organizzata del Torinese, che è stato chiuso dalla Cassazione con la conferma della condanna del testimone reticente. L'accusa era di false dichiarazioni al pubblico ministero.

L'uomo, Antonio M., 57 anni, originario di Castellammare di Stabia, nel 2014 era stato interrogato su un episodio risalente al 2005 e ancora avvolto nel mistero: un tentato omicidio ai danni di un certo "Ignazio di Chivasso", poi identificato dagli investigatori come Ignazio Turiaco. Il punto era che nel 2012, durante un'inchiesta sulla 'ndrangheta chiamata "Colpo di coda".

M. era stato intercettato mentre diceva al figlio di un boss che "Davide è un ragazzo d'azione in quanto anni fa ha sparato a un calabrese di nome Ignazio, di Chivasso". Ma di fronte ai pm, che gli chiesero conto di quell'affermazione, disse di non saperne nulla.

La Cassazione, replicando a una serie di obiezioni della difesa, ha ribadito che una persona "non può impunemente rilasciare false dichiarazioni tali da pregiudicare lo sviluppo delle indagini e la concretizzazione di una vera e propria notizia di reato".

redazione

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