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Attualità | 25 febbraio 2021, 16:00

Scorie nucleari, approvato in Consiglio l’ordine del giorno contro la costruzione del Deposito nazionale

Il documento trasmesso anche al Presidente della Repubblica, a Città Metropolitana e Regione Piemonte

Chivasso dice no al Deposito nazionale dei rifiuti nucleari

Foto di repertorio

Durante il Consiglio comunale di lunedì 22 febbraio, l’Amministrazione comunale del Sindaco Claudio Castello ha approvato un ordine del giorno contro il possibile insediamento, in Canavese, del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani.

Lo scorso 5 gennaio, è stata infatti pubblicata la Cnapi, la mappa delle aree potenzialmente idonee ad ospitare la struttura. Tra le aree individuate in Piemonte, è stata anche indicata la zona To-10 nei Comuni di Mazzè, Caluso e Rondissone, a circa un chilometro di distanza dalla frazione Mandria di Chivasso, bene tutelato dalla Soprintendenza per il suo interesse storico, nonchè area residenziale.

Siamo consapevoli che la realizzazione di un Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi è necessaria e indifferibile per mettere in sicurezza i territori che attualmente ospitano in maniera provvisoria le scorie nucleari - dichiara il Sindaco Claudio Castello -, ma non possiamo permettere che questo avvenga sul nostro territorio, già fortemente compresso dal punto di vista ambientale”.

Solo il territorio del Comune di Chivasso - continua - ospita già il deposito Esso e l’azienda Rivoira, entrambi stabilimenti RIR (a Rischio di Incidente Rilevante) per cui è stato di recente aggiornato il Piano Regolatore Generale, abbiamo la seconda discarica del Piemonte per ampiezza e capacità con tutti i problemi che essa ha creato in questi anni e sta ancora creando, fra cui il mancato completamento delle opere di messa in sicurezza permanente degli impianti con il rischio di contaminazione delle acque sotterranee. Ci sono poi la Centrale Biogen all’interno dell’ex area Lancia ora Consorzio Pichi e la Centrale Termoelettrica, con una potenza installata di 1.179 MW gestita dalla società A2A”.

Il primo cittadino ricorda anche la presenza della discarica di Torrazza Piemonte, i depositi nucleari Avogadro ed Eurex di Saluggia e gli impianti di trattamento di rifiuti organici in fase di progettazione a Caluso, San Benigno e Rondissone.

Inoltre sostiene che il Deposito, se costruito, sorgerebbe a pochissimi chilometri dai centri abitati e su un’area protetta dal programma Mab dell’Unesco denominata “Collina del Po”, nonchè famosa per la produzione della Nocciola Piemonte Igp e dei vin Doc Carema ed Erbaluce.

Da sottolineare che nel progetto del deposito nazionale si prevede di inserire non solo rifiuti a bassa e media intensità ma verranno stoccati, in attesa di essere smaltiti in un sito geologico, anche i rifiuti a media e alta attività.

L’ordine del giorno approvato sarà inviato ai Comuni limitrofi, a Città Metropolitana, alla Regione Piemonte ed anche al Presidente della Repubblica.

Comunicato stampa

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