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Politica | 29 novembre 2020, 11:05

Aria irrespirabile: un rischio anche per le tasche dei cittadini, con le multe della Ue

Il Tavolo sulla qualità dell’aria si è impegnato con Regione e Ministero dell’Ambiente per evitare le sanzioni europee. Azzarà: "L'applicazione, parliamo di milioni di euro, ricadrebbe sull’intera collettività"

Aria irrespirabile: un rischio anche per le tasche dei cittadini, con le multe della Ue

Si è riunito nel tardo pomeriggio di ieri, venerdi 27 novembre, il Tavolo di coordinamento sulla qualità dell’aria, convocato dalla consigliera all’Ambiente della Città metropolitana di Torino Barbara Azzarà. Erano presenti, oltre all’assessore della Regione Piemonte Matteo Marnati, una rappresentanza di sindaci e assessori dei comuni dell’area metropolitana, compreso il capoluogo, ed i rappresentanti di Arpa Piemonte, Anci e Agenzia per la Mobilità piemontese.

Nel corso dei lavori sono state affrontate le conseguenze della sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea all’Italia in quanto i valori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10 sono stati superati in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017.

Per quanto concerne il PM10, una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia è stata avviata nel giugno del 2016, con l’invio di una lettera di messa in mora, per non aver rispettato, in primis tra il 2008 e il 2012, in diverse zone ed agglomerati, i valori limite giornalieri (50μ/m3 da non superare più di 35 volte in un anno civile) e annuali (40 μ/m3) stabiliti dalla direttiva 2008/50/CE relativa proprio alla qualità dell’aria. Il 27 aprile del 2017 è stato notificato un parere motivato nei confronti dell’Italia, concretizzando la procedura con un deferimento alla Corte di Giustizia Europea. Lo scorso10 novembre la Corte ha emesso la sentenza di condanna proprio per il superamento dei valori limite di PM10 riferendosi a ben 3 Zone di qualità dell’aria piemontesi, l’agglomerato di Torino oltre ad aree di collina e pianura.

In particolare la sentenza ha accertato che il nostro Paese “è venuto a meno agli obblighi imposti avendo superato in maniera sistematica e continuata, dal 2008 al 2017 incluso, i valori limite giornaliero (e annuale) fissati per le particelle PM10, superamento che oltretutto è tuttora in corso”. Sempre secondo la sentenza non sarebbero state adottate “misure appropriate per garantire il rispetto dei valori limite fissati per il PM10 in tutte tali zone, e piani per la qualità dell’aria che prevedano misure affinché il periodo di superamento dei valori limite sia il più breve possibile”. E’ uno stato di fatto che consentirà alla Commissione di avviare un costante monitoraggio sulla capacità dell’Italia di dare puntuale attuazione alla sentenza della Corte di giustizia e, se del caso, di aggravare il procedimento con una messa in mora.

Sull’argomento si sono già svolti incontri tra le Regioni del Bacino padano durante le quali è emersa la necessità di agire nel più breve tempo possibile per definire misure che possano evitare l’applicazione delle sanzioni. Queste ultime, è stato precisato, si potranno riflettere attraverso la minore erogazione di fondi al nostro Paese e di conseguenza sui vari territori. Occorre dunque un cambio di passo, l’adozione di iniziative condivise da presentare al Ministero dell’Ambiente presso il quale si svolgerà un incontro il prossimo 2 dicembre.

“E’ una fase che vedrà il nostro Tavolo sulla qualità dell’aria come parte attiva – ha commentato la consigliera all’Ambiente della Città metropolitana Barbara Azzarà –. Dobbiamo far sapere anche ai nostri cittadini che le conseguenze di una situazione del genere, l’applicazione delle sanzioni e parliamo di milioni di euro, ricadrebbe sull’intera collettività. Serve dunque un lavoro di concertazione con il territorio per arrivare ad un progetto comune anche per evitare che le stesse sanzioni rendano vani tutti gli sforzi attuati in questi ultimi anni nel campo ambientale e in particolare sulla qualità dell’aria che respiriamo”.

redazione

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