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Politica | 30 giugno 2020, 15:32

Regione, le scuole di lingue: "La riapertura è un'ottima notizia, ora speriamo di convincere gli studenti a tornare da noi"

"Soddisfazione" dei centri linguistici e di formazione per l'ordinanza che da ieri rende di nuovo possibili in Piemonte le lezioni in presenza. L'assessore Chiorino: "Contenti, abbiamo agito il prima possibile"

Regione, le scuole di lingue: "La riapertura è un'ottima notizia, ora speriamo di convincere gli studenti a tornare da noi"

"Siamo contenti. Il via libera alle lezioni in presenza era tra le priorità della giunta regionale, perché ben conoscevamo la situazione di molte scuole e centri linguistici o di formazione fortemente penalizzati dall'ordinanza dello scorso 11 giugno. Abbiamo però scelto la strada della prudenza e abbiamo atteso l'ok dei virologici e che i dati epidemiologici fossero favorevoli prima di dare il via alle riaperture, anche per non rischiare nuove chiusure dopo pochi giorni. Ieri, finalmente, il giorno è arrivato". A spiegarlo è l'assessore regionale Elena Chiorino, a nome della giunta e del governatore Alberto Cirio, rispondendo, in Consiglio regionale, a un'interrogazione del capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano, che già la scorsa settimana si era battuto per l'anticipo di questo provvedimento rispetto al 14 luglio (data di validità del decreto dell'11 giugno, che di fatto "bloccava" le lezioni in presenza).

"Bene - ha commentato Magliano - siamo contenti di poter dare a scuole di lingue e centri di formazione questa notizia. In particolare ci auguriamo che con queste tempistiche molte scuole possano accogliere gli studenti stranieri che vengono in Italia a imparare l'italiano. Sono proprio questi, infatti, i clienti 'estivi' che servono alle scuole per ripartire".

"Che dire, siamo contenti", spiega Chiara Avidano, rappresentante di circa venti scuole di lingue che avevano firmato una petizione rivolta al presidente Cirio proprio per chiedere la riapertura della loro attività. "Oggi guardiamo il bicchiere mezzo pieno, la Regione ci ha risposto e possiamo essere soddisfatti. Diciamo che ci ha dato l'opportunità di riaprire la porta, ora speriamo di trovare molti clienti che ci chiedano di entrare", dice, con una battuta. "Abbiamo chiuso a fine febbraio, all'improvviso. Per noi vuol dire 4 mesi senza lezioni e attività, in cui però abbiamo dovuto pagare affitti e tasse (che sono sì state posticipate, ma non cancellate); abbiamo sopperito offrendo lezioni online ma non è la stessa cosa. Molti clienti hanno chiesto il rimborso dei corsi non fruiti. La speranza è lavorare un po' questa estate con gli stranieri e poi dall'autunno che molti studenti italiani bussino da noi come sempre per imparare le lingue, ma personalmente non mi aspetto gli stessi numeri degli anni passati. Ci sarà inevitabilmente un calo di iscrizioni e i prezzi molto probabilmente scenderanno per venire incontro alla minore domanda". "Un aiuto dal governo? Beh certo farebbe comodo - conclude Avidano - la cassa integrazione fino a dicembre ci aiuta a limitare le perdite, ma per realtà come la nostra il calo di fatturato con il lockdown è stato ben superiore al 50% e a settembre vedremo quanti di noi riusciranno a riaprire. Oggi, però, guardiamo il lato positivo e l'ottima notizia che arriva dalla Regione".

 

Daniele Angi

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