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Cronaca | 20 febbraio 2020, 07:53

Omicidio Caccia: la Cassazione conferma l'ergastolo a Schirripa

I giudici hanno ribadito la condanna ai danni dell'uomo ritenuto membro del gruppo di fuoco che nel 1983 uccise il procuratore di Torino. Nel 1992 la condanna del mandante, il boss della 'ndrangheta Belfiore

Omicidio Caccia: la Cassazione conferma l'ergastolo a Schirripa

I giudici della Cassazione hanno emesso la loro sentenza. E nella tarda serata di mercoledì è arrivata la conferma dell'ergastolo a Rocco Schirripa, ritenuto uno dei membri del gruppo di fuoco che nel 1983 uccise il procuratore di Torino, Bruno Caccia. Era il 26 di giugno e per lo stesso delitto, nel 1992, è stato condannato come mandante il boss della 'ndrangheta Domenico Belfiore.

All'epoca, Caccia aveva 65 anni e venne sorpreso dai suoi assassini mentre si trovava per strada, mentre portava il cane a passeggio. Nei giorni precedenti il suo omicidio, il procuratore aveva disposto alcune verifiche e perquisizioni al casinò di Saint Vincent, alla ricerca di capitali mafiosi riciclati.

La Cassazione ha confermato la condanna che era già stata emessa sia in primo grado che in Appello. Ancora ignote le identità di altri mandanti o altri esecutori: a chiedere che si continui a fare chiarezza è stato l'avvocato Fabio Repaci, legale della famiglia della vittima. Il caso è infatti rimasto fermo per molti anni, fino a quando un'intercettazione nell'ambito dell'inchiesta Minotauro ha riaperto una pista investigativa.

redazione

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