(Adnkronos) - “L’innovazione tecnologica corre in maniera straordinaria e l’Italia deve essere in questa partita, deve poter giocare le sue carte grazie all’intelligenza e alle qualificazioni dei nostri professionisti, ma anche alla tradizionale capacità italiana di fare, costruire e risolvere problemi. Oggi tutto questo va declinato con il linguaggio della tecnologia”. Lo ha detto l'ambasciatore Armando Varricchio, presidente del Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics, durante la diretta speciale Adnkronos alla conferenza ‘Obiettivo Export. Imprese e territori del centro Italia’ organizzata a Roma dal ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale.
Per Varricchio, l’alta tecnologia rappresenta ormai una componente essenziale dell’immagine del nostro Paese nel mondo. “Il made in Italy è un brand straordinario, riconosciuto in tutto il mondo, ma si evolve e segue i tempi. Oggi il tema di fondo è quello della tecnologia”, ha spiegato. Una tecnologia capace “di superare i momenti difficili e di collocarsi esattamente dove ci sono le migliori e più interessanti prospettive di sviluppo”.
Una presenza che non può riguardare soltanto i grandi gruppi. “È importante che lì ci sia l’Italia, non soltanto con le grandi aziende, ma anche con le filiere che da sempre sono la forza dell’industria italiana”.
Varricchio ha richiamato in particolare il peso crescente dell’Asia. STMicroelectronics, ha ricordato, nasce con una forte base europea, italiana e francese, ma è diventata nel corso dei decenni una multinazionale presente nei principali mercati mondiali. “Sono stato di recente a visitare i nostri impianti a Singapore e in Malesia ed è interessantissimo vedere questa corsa verso il futuro, dove si parla molto italiano”.
Centrale, in questa prospettiva, anche il legame tra territorio e internazionalizzazione. Varricchio ha indicato come esempio l’Italia centrale e in particolare il Lazio, che “sta avendo risultati sicuramente straordinari”. La capacità di mantenere un forte radicamento nei territori e, allo stesso tempo, proiettarsi sui mercati internazionali resta, secondo il presidente di ST, uno dei punti di forza del sistema produttivo italiano.
“Il rapporto assolutamente virtuoso tra imprese e istituzioni credo sia un elemento di forza”, ha concluso. “L’esperienza di questi ultimi anni dimostra come, quando il sistema Italia si muove in maniera coesa, riesce a valorizzare al massimo le proprie energie. Mettere insieme istituzioni e imprese è sicuramente la carta vincente”.













