(Adnkronos) - "Putin sta premendo sull’Europa per avere ciò che non è riuscito a conquistare. Darglielo vorrebbe dire avvicinare una guerra diretta con la Russia". Ne è convinto il leader di Azione, Carlo Calenda, che su X usa come "spunto di riflessione" la Germania di Hitler nel 1938 per analizzare la situazione attuale in Ucraina.
"Il 30 settembre del 1938 - scrive Calenda - la conferenza di Monaco apri la strada verso la seconda guerra mondiale consegnando ad Hitler i Sudeti cecoslovacchi. Sappiamo oggi che da quel momento in poi i vertici della Wehrmacht e il popolo tedesco considerarono Hitler imbattibile (lo racconta Albert Speer). La regione era montuosa e fortificata, esattamente come la parte di Donbass, che Putin pretende per finire la guerra. Difficilmente Hitler sarebbe riuscito ad annetterla senza enormi perdite che gli avrebbero alienato il popolo e l’Esercito".
"Ovviamente - continua il leader di Azione - nel caso della Germania la guerra non finì. Hitler invase Boemia e Moravia e poi si rivolse verso la Polonia, dove l’invasione fu preceduta da un falso attacco operato dalle SS e attribuito ai polacchi".
Per Calenda, quindi, "tutto ciò dovrebbe darci qualche spunto di riflessione sulla situazione attuale. Putin sta premendo sull’Europa per avere ciò che non è riuscito a conquistare. Darglielo vorrebbe dire avvicinare una guerra diretta con la Russia. Perché Putin - conclude - non si fermerebbe".













