(Adnkronos) - Le accuse di Haaretz a Netanyahu sul 7 ottobre? Fondate. Parola di Ami Ayalon, ex capo dello Shin Bet, il servizio segreto interno israeliano fra il 1996 e il 2000, intervistato oggi da Repubblica a proposito dell'inchiesta secondo la quale il primo ministro israeliano non avrebbe passato ai Servizi segreti e alle forze armate informazioni su un possibile attacco di Hamas ricevute poco prima dal leader emiratino Mohammed bin Zayed.
"Israele - dice - oggi non è una democrazia liberale perfetta. Da dieci o quindici anni il primo ministro decide da solo, perché è convinto di essere lui lo Stato, come Luigi XIV. Se mi chiede se sia possibile che fosse stato avvisato in anticipo di un rischio prima del 7 ottobre, le dico senza dubbio di sì. Se mi chiede se penso che sia vero, le rispondo che è molto plausibile. Non possiedo informazioni riservate, ma so interpretare ciò che vedo: ieri l'ufficio di Netanyahu ha chiesto agli Emirati di smentire ciò che diceva Haaretz. Quando ho letto le parole arrivate da Dubai, ho capito che era andata esattamente come scritto nell'articolo".
"La maggior parte degli israeliani, compresi quelli che votano Netanyahu - spiega -, vuole che ci sia un'indagine ufficiale sul 7 ottobre. Ma a decidere è il premier, che ne ha parlato ma non l'ha mai fatta. Il motivo è ovvio: se ci fosse un'inchiesta vera sarebbe costretto alle dimissioni. E finirebbe in carcere: non scordiamoci che è sotto processo per corruzione. Quindi farà di tutto per evitarla". Ayalon ammette di non fidarsi oggi dei Servizi di sicurezza israeliani. "Mi costa molto dirlo. Io sono stato un generale, e capisco quanto sia dura mandare un comandante sul campo ordinandogli di distruggere e uccidere. Ma ci sono limiti a ciò uno può e deve fare, anche se glielo ordina un primo ministro o un ministro della Difesa: quel limite non lo vedo più".













