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Ultim'ora | 06 settembre 2026, 07:16

Vicenzaoro, Trenti (Intesa Sp): "Operatori del gioiello prudenti, il 20% fiducioso"

Vicenzaoro, Trenti (Intesa Sp): "Operatori del gioiello prudenti, il 20% fiducioso"

(Adnkronos) - "Il sentiment degli operatori è improntato alla prudenza e non potrebbe essere altrimenti dato l’attuale contesto di incertezza: il 45% circa delle imprese pensa di non registrare una crescita del fatturato nel 2026, il 35% prevede una stabilizzazione del giro d'affari e il 21% si aspetta un incremento, nonostante un inizio d’anno non facile. La spinta è ancora verso l'internazionalizzazione, con la ricerca di nuovi mercati e canali e una forte diversificazione. Si punta poi sempre di più sulla qualità, che è la caratteristica del gioiello Made in Italy”. Sono le parole di Stefania Trenti, Responsabile dell'Ufficio Industry della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in merito all’indagine presentata con Federorafi in occasione della seconda giornata di lavori di Vicenzaoro September 2026, il salone internazionale dell’oreficeria e della gioielleria firmato Ieg - Italian Exhibition Group, in programma fino all’8 settembre nel quartiere fieristico di Vicenza. 

  

“Il settore orafo italiano, dopo la fase molto positiva culminata con il 2024, sta attraversando un momento di normalizzazione. Il contesto internazionale è estremamente complesso e lo possiamo vedere attraverso il forte calo che si è verificato nella domanda di gioielli in oro a livello internazionale - prosegue - Nonostante questo contesto, però, le esportazioni italiane sono state in grado di reggere bene questa situazione. Guardando ai dati complessivi, si vede un calo del 15% sia in valore che in quantità, ma se togliamo i flussi nei confronti della Turchia, che erano stati alla base del boom del 2024, il dato torna in positivo e soprattutto ci sono molti mercati che stanno registrando una crescita - conclude - Da segnalare, in particolare, il +30% registrato nei primi cinque mesi del 2026 sull'importante mercato statunitense, su cui c'erano molte preoccupazioni anche in virtù delle politiche tariffarie dell'amministrazione Trump”. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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