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Ultim'ora | 18 luglio 2026, 13:40

Tormentoni estivi, perché non sono più quelli di una volta: per la Treccani resta immortale Giuni Russo

Tormentoni estivi, perché non sono più quelli di una volta: per la Treccani resta immortale Giuni Russo

(Adnkronos) -

I tormentoni estivi non sono più quelli di una volta. L'epoca delle canzoni capaci di diventare la colonna sonora condivisa delle vacanze sembra ormai appartenere al passato. A cambiare il panorama musicale sono stati l'avvento delle piattaforme di streaming, la crescente frammentazione del mercato discografico e la scomparsa di appuntamenti che hanno segnato intere generazioni, dalle hit parade ai jukebox fino al Festivalbar. E' la riflessione proposta dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, che, pur fotografando l'evoluzione del mercato musicale, ricorda come esista un tormentone capace di attraversare il tempo senza perdere la propria forza evocativa: 'Un'estate al mare', il grande successo interpretato da Giuni Russo e scritto insieme a Franco Battiato, in voga da 44 anni.  

L'omaggio arriva attraverso il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, che celebra la figura di Giuseppa Romeo, in arte Giuni Russo (1951-2004), definendola l'indimenticabile interprete dell'eterno tormentone dell'estate italiana. Nata a Palermo il 7 settembre 1951, Giuni Russo si afferma giovanissima vincendo il Festival di Castrocaro con A chi di Fausto Leali. Il successo le apre le porte della casa discografica Emi e del Festival di Sanremo del 1968. Dotata di una straordinaria estensione vocale di oltre cinque ottave, l'artista attraversa con naturalezza generi diversi, dal pop alla musica classica, dall'etnica all'elettronica fino al jazz. La svolta della sua carriera arriva all'inizio degli anni Ottanta con l'incontro artistico con Franco Battiato. Dalla loro collaborazione nasce nel 1981 l'album 'Energie' e, l'anno successivo, "Un'estate al mare", destinata a entrare nella storia della musica italiana. Il brano conquista il primo posto nelle classifiche, vince il Festivalbar e ottiene il Disco d'oro, diventando un simbolo delle estati italiane. 

Dietro l'apparente leggerezza della melodia si cela un testo ricco di immagini e riferimenti poetici, perfettamente in linea con la scrittura di Battiato. A rendere il brano inconfondibile contribuiscono anche i virtuosismi vocali di Giuni Russo, in particolare il celebre passaggio dedicato ai gabbiani, eseguito su tonalità altissime, e il gioco sonoro del ritornello con gli "ombrelloni". Elementi che hanno trasformato la canzone in un classico capace, da oltre quarant'anni, di accompagnare l'arrivo della bella stagione. Negli anni successivi l'artista prosegue il proprio percorso con album come 'Vox', "Mediterranea", "Giuni" e "Album", confermando una costante ricerca musicale che spesso entra in contrasto con le esigenze commerciali della casa discografica. Nemmeno dopo il successo di "Alghero", nel 1986, Giuni Russo rinuncia alla propria libertà artistica. La collaborazione con Battiato continua anche con "A casa di Ida Rubinstein" nel 1988, mentre negli anni successivi la cantante esplora nuovi repertori fino al ritorno sul palco del Festival di Sanremo nel 2003 con "Morirò d'amore". Nel 2004 pubblica "Napoli che canta", ultimo capitolo di una carriera interrotta nello stesso anno dalla malattia che ne provoca la scomparsa. Con il suo ricordo, la Treccani non celebra soltanto una delle voci più originali della musica italiana, ma anche una stagione in cui una canzone riusciva davvero a unire il Paese, diventando la colonna sonora condivisa dell'estate. E, a oltre quarant'anni dalla sua pubblicazione, "Un'estate al mare" continua a essere il tormentone senza tempo che ogni anno torna a evocare il profumo delle vacanze. (di Paolo Martini) 

 

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