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Ultim'ora | 09 luglio 2026, 00:10

Rai, stallo prolungato in Vigilanza: spunta la questione 'nuovi' componenti

Rai, stallo prolungato in Vigilanza: spunta la questione 'nuovi' componenti

(Adnkronos) -

Stallo, che rischia di essere nemmeno tanto breve. Il puzzle della commissione di Vigilanza Rai fatica sempre di più a comporsi. Lo stand by si allunga sempre di più in un rimpallo di responsabilità che ha mandato in soffitta Riccardo Villari, l'esponente del Pd eletto presidente con i voti del centrodestra nel 2008, poi espuso dai dem ma rimasto a San Macuto per tre mesi prima di cedere il comando della bicamerale a Sergio Zavoli. La prima scadenza ('soft') data dai presidenti delle Camere nella loro ultima lettera è stata superata senza effetti. Entro mercoledì i Gruppi parlamentari avrebbero dovuto indicare i nuovi componenti dell'organismo parlamentare, ma il sì è arrivato solo dalla maggioranza. L'opposizione ha fatto subito sapere che non avrebbe dato seguito alla sollecitazione. 

Ma "i problemi devono saperli affrontare maggioranza e opposizione e cercare di superarli senza scaricarli sul presidente della Camera e anche del Senato", ha spiegato Ignazio La Russa parlando del suo impegno per una soluzione del caso Vigilanza. Però è proprio sui piani alti di Montecitorio e palazzo Madama che punta il dito l'opposizione: "I presidenti delle Camere per due anni non hanno fatto nulla e hanno gestito la vicenda in maniera burocratica. C'è un problema politico che deve essere risolto: i presidenti delle Camere dovrebbero rendersi conto della difficoltà istituzionale e costituzionale, è la prima volta che una cosa del genere succede nella storia della Repubblica", ha detto all'Adnkronos Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Vigilanza Rai, intervistato ad 'AdnTalks' dal direttore Davide Desario. (QUI L'INTERVISTA) 

Per non passare per 'barricadera' e basta, l'opposizione la sua proposta l'ha avanzata: "Si riparta dall'European media freedom act". Recepire prima le indicazioni di Bruxelles sull'informazione pubblica e poi, di conseguenza, procedere a tutto il resto. A partire dal rinnovo della governance della Tv pubblica. "Adesso sta alla maggioranza fare proposte per sbloccare la situazione", ha detto sempre Graziano. Quindi, stallo. Perchè, come ha sottolineato sempre La Russa, "i presidenti non possono sostituirsi alle scelte dei partiti". I primi inquilini di Camera e Senato, insomma, non avrebbero certo l'intezione di stressare troppo la situazione. Potrebbe, quindi, arrivare un nuovo richiamo. Un estremo invito alla riflessione sull'opportunità di mettere in condizione la bicamerale di funzionare. Con un alert, però. "Non è possibile che si arrivi a ridosso delle elezioni senza che siano approvate le regole della par condicio", è il limite invalicabile secondo fonti parlamentari di maggioranza. Insomma, in politica va bene anche il muro contro muro deciso ma poi ci sono delle responsabilità da assumersi. 

Resterebbe quindi sullo sfondo la prospettiva di procedere come con la commissione Covid, con una 'cooptazione forzata' dei componenti da parte di La Russa e Fontana, magari partendo dai capigruppo o dai componenti degli Uffici di presidenza dei due rami del Parlamento. Questo per indicare un metodo equo e bilanciato delle scelte. "Ma noi ci dimetteremo di nuovo", hanno già assicurato dall'opposizione, senza manifestare dubbi. E quindi ancora stallo. Ed è a questo punto che fanno strada, in Transatlantico, le voci di un lavorio in atto sotto traccia che, però, richiederebbe un pò più di tempo rispetto a un termine troppo ultimativo da mettere sulla composizione della Vigilanza Rai.  

Il punto fisso da cui partite è che la bicamerale, dopo i cambiamenti dei gruppi parlamentari rispetto all'inizio della legislatura, avrebbe avuto comunque bisogno di un riequilibrio interno. Forza Italia ha colto la palla al balzo, rivendicando il suo spazio: indicando i suoi componenti ne ha inserito uno in più rispetto al passato, il senatore Mario Occhiuto. C'è poi la questione Azione: Maria Stella Gelmini, entrata in quota opposizione, si trova ora componente di maggioranza per Noi moderati. Il partito di Carlo Calenda, che dovrà avere un suo componente, ha gli occhi di tutti puntati. Il capogruppo alla Camera Matteo Richetti è sempre stato presente a tutte le riunione dell'opposizione sulla Vigilanza, l'ultima ieri pomeriggio, rivendicando tutte le scelte fatte dal 'campo larghissimo'. "Ma se la maggioranza proponesse a Calenda la presidenza della Vigilanza?", suggerisce un commissario di opposizione.  

Sul posto spettante al Misto, invece, ha messo gli occhi Futuro nazionale: "Siamo la componente più numerosa, per quale motivo di viene negata una rappresentanza?", ha scritto il deputato vannacciano Edoardo Ziello al presidente Fontana e al capogruppo del Misto Manfred Schullian. Il Misto sino ad oggi è stato rappresentato a Dieter Steger, ma se il commissario andasse davvero ai vannacciani? Attualmente la maggioranza conta su 25 voti in commissione, ne basterebbero appena due (al netto del voto del presidente) per avere i due terzi che la legge sulla governance Rai richiede per la ratifica dell'indicazione del presidente della Tv pubblica. "Se riuscissero a conquistare due commissari, potrebbero decidere non solo di far ripartire la Vigilanza e di farla funzionare solo con loro, ma anche di nominare i vertici Rai. E tutto a ridosso delle elezioni", è il grido di allarme lanciato dai parlamentari dell'opposizione. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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