Economia e lavoro | 02 luglio 2026, 11:00

Pronti, partenza, saldi: arrivano gli sconti dell'estate, i piemontesi sono pronti a spendere circa 200 milioni (140 euro a famiglia)

Lo dicono le stime di Confesercenti: il 4 luglio comincia la lunga corsa che si concluderà soltanto il 29 agosto. Nettis: "Attenzione al budget delle persone e alle temperature in rialzo"

Tutto pronto per l'avvio dei nuovi saldi estivi

Tutto pronto per l'avvio dei nuovi saldi estivi

L'estate non vuol dire soltanto termometri, condizionatori d'aria e voglia di mare. Da sabato, 4 luglio, partono anche i saldi per chi vuole mettere le ultime cose in valigia risparmiando qualche euro. Secondo la stima di Confesercenti, fino al 29 agosto, il Piemonte potrebbe spendere circa 200 milioni di euro, con uno scontrino medio di 140 euro a famiglia. "Sono due – dice il presidente di Confesercenti, Vincenzo Nettisle incognite che gravano su questi stagione di saldi: i portafogli dei piemontesi e le proibitive temperature di questi giorni, destinate – stando alle previsioni – a risalire proprio nel weekend. Sotto il primo aspetto, la condizione reddituale delle famiglie non è certamente rosea e gli ultimi anni di alta inflazione hanno lasciato il segno; per fortuna il nostro sondaggio conferma i dati dello scorso anno: un risultato non da poco, se sarà confermato. Quanto al tempo, il caldo eccessivo non invita a uscire per lo shopping: circostanza – a detta dei colleghi – che si sta già verificando da quando la grande calura è iniziata”.

Speriamo – aggiunge Marco Vinardi, neopresidente di Fismo-Confesercenti, l’associazione dei commercianti di abbigliamento e calzature – che il miraggio degli sconti, convinca la clientela che ne vale la pena. Nonostante le promozioni senza regole messe in atto dalle grandi strutture e dal web, da un paio d’anni assistiamo a una piccola rivincita dei negozi: secondo la nostra indagine, anche in questa occasione oltre un terzo dei consumatori si rivolgerà esclusivamente all’esercizio di prossimità. Evidentemente, il servizio, la qualità, il rapporti duraturi e la fiducia sono elementi che per una parte di consumatori valgono ancora. Purtroppo, questo dato non è assolutamente sufficiente a far uscire il nostro settore dalla crisi che lo attanaglia da anni e che vede il rapporto fra aperture e chiusure sempre più negativo per oltre il 20% fra il 2026 e il 2019, come dimostrano i più recenti dati sulla natimortalità delle imprese“. A questo si aggiunga che fra il 2019 e il 2025 la spesa delle famiglie per moda e calzature è scesa dal 7% al 3,7% dei consumi”.

Cambiare le regole

Sono queste le considerazioni cha hanno indotto Fismo-Confesercenti a lanciare in tutta Italia una raccolta di firme per chiedere al Parlamento una radicale revisione delle regole sui saldi, con tre obiettivi essenziali: far slittare la data di inizio di almeno un mese e comunque alla fine “vera” di ciascuna stagione; regolamentare e rendere più trasparenti le promozioni; tutelare le imprese di vicinato dalla concorrenza sleale dell’online. “Oggi – spiega il presidente Vinardi – i saldi non rappresentano più un momento trasparente e riconoscibile per i consumatori: iniziano troppo presto, si sovrappongono a campagne promozionali permanenti e finiscono per confondersi in un flusso indistinto di offerte – non si sa quanto attendibili – che disorienta la clientela. A pagare il prezzo più alto sono le piccole imprese del commercio di prossimità, che non possono reggere una competizione basata su sconti continui, margini sempre più ridotti e una concorrenza dell’online priva di regole paritarie: un sistema squilibrato che penalizza chi ogni giorno tiene vive le nostre città e i nostri centri storici. Ma a rimetterci sono anche i cittadini, privati di punti di riferimento chiari e di reali opportunità di risparmio consapevole”.

Voglia di mare

Quanto ai consumatori, le loro preferenze si concentreranno su costumi da bagno e l’abbigliamento da mare, indicati dal 60% dei consumatori (in crescita rispetto alla scorsa stagione, forse proprio a causa del gran caldo e della voglia di mare). Magliette e top interessano il 37% dei piemontesi; poi gonne e pantaloni (36%), calzature (36%) e intimo (32%), borse (19%) e abiti (18%). Gli sconti saranno da subito piuttosto alti: 30%-40%.

Il 52% dei piemontesi (dato analogo a quello dello scorso anno) si dice interessato ai saldi e le quattordicesime, sia pure meno di una volta, aiutano in questo senso: fra il 15% e il 18% della mensilità aggiuntiva verrà destinata ai saldi, una percentuale in leggero calo rispetto allo scoro anno. “Rispetto al passato, la quattordicesima – conclude il presidente Nettis – sempre di meno viene destinata a consumi discrezionali, per assumere, invece, una funzione di protezione dei bilanci famigliari, tanto che per il 28,3% delle famiglie essa consente di affrontare spese che, diversamente, non sarebbero sostenibili. Anche questo è un segnale di ciò che diciamo da tempo: la vera sfida per l’economia italiana è far ripartire i consumi interni“.

Massimiliano Sciullo

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