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Economia e lavoro | 31 maggio 2026, 07:07

Nel 2026 l'economia del Piemonte cresce poco: boom di costi per l'energia e gasolio per i trasporti

Preoccupa la crisi legata alla chiusura di Hormuz: il turismo traina, ma la manifattura arretra

Nel 2026 l'economia del Piemonte cresce poco: boom di costi per l'energia e gasolio per i trasporti

Nel primo trimestre il Pil del Piemonte è cresciuto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato tendenziale è positivo, ma segna una decelerazione rispetto al +0,8% del trimestre precedente, in un contesto internazionale che si è deteriorato con l'avvio nell'ultima parte del trimestre del nuovo conflitto in Medio Oriente. I prossimi trimestri potrebbero risentire maggiormente delle conseguenze energetiche e di fiducia.

È la stima in anteprima del PILNOW, il superindice che si avvale anche dell’intelligenza artificiale messo a punto dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino. Il PILNOW anticipa di almeno dodici mesi i dati ufficiali.

La crescita piemontese si colloca al di sotto sia del dato italiano (+0,7%) sia della media EU27 (+1%). Il Piemonte segue la traiettoria europea di rallentamento, con l’eccezione della Spagna che, trascinata da una domanda interna amplificata dai forti flussi migratori in ingresso, è in controtendenza (+2,7%).

Il PIL pro capite piemontese raggiunge i 39.100 euro

Il Pil del Piemonte si attesta a 169 miliardi di euro a prezzi correnti, pari a 136,2 miliardi a prezzi costanti 2015 (cioè al netto dell’inflazione), e quello pro capite sale a circa 39.100 euro, leggermente superiore alla media italiana (38.300 euro), ma ancora lontano dai principali poli europei comparabili: Lione supera i 47.000 euro, Monaco di Baviera raggiunge i 70.000. Mancano ancora 5 miliardi di PIL reale a prezzi 2015 per recuperare i livelli precrisi del 2008-2009. Dopo quasi vent'anni, il Piemonte non ha ancora colmato la perdita di quella stagione.

Mercato del lavoro: il turismo traina, la manifattura arretra

L'occupazione cresce dello +0,3% tendenziale, in linea con il dato nazionale, ma l'aggregato nasconde forti divergenze settoriali. La manifattura perde il 5,2% degli occupati – a cui si sommano le ore di Cassa Integrazione Guadagni – mentre crescono costruzioni (+1,8%, effetto in parte transitorio del PNRR) e servizi (+1,8%), trainati da un turismo che segna un forte +5,9%. Rispetto al picco raggiunto nel 2025, l’occupazione risulta ancora inferiore di 36.000 unità.

La Cassa Integrazione Guadagni sale a una media mensile di 4,4 milioni di ore autorizzate nel trimestre, equivalenti a circa 30.000 disoccupati temporanei. Includendo questi lavoratori, il tasso di disoccupazione effettivo salirebbe dal 6% al 7,3%, con un costo equivalente di 0,7 punti percentuali di PIL annualizzato.

Inflazione: sale al 2,5%, incidono energia, casa e trasporti

L'inflazione piemontese risale al +2,5%, sopra il target della BCE, spinta soprattutto dai servizi di abitazione, in particolare la bolletta dell’energia (+4,5%), dai trasporti (+3,9%) – in parte per effetto del conflitto del Golfo sui carburanti – e dal turismo (+3,2%). I consumi delle famiglie restano sostanzialmente stabili (nostra stima: +0,2%), con le vendite della distribuzione organizzata in assestamento. È probabile che parte della spesa sia stata sostenuta erodendo il risparmio o aumentando il credito al consumo.

Credito al consumo positivo, frenano i prestiti alle imprese

Il credito al consumo cresce del +4,2% nominale (+2,4% reale), a conferma del sostegno alle spese delle famiglie. Con 13,7 miliardi di stock, rappresenta l'8,6% del PIL regionale. Sul fronte opposto, la domanda di prestiti delle imprese e famiglie produttrici si ferma a -0,2% tendenziale, con la manifattura che scende del 2,8%. È un segnale di bassa propensione a investire nel settore che rimane il cuore storico dell'economia regionale.

Resilienza: energia e logistica segnalano la vitalità del sistema

Due indicatori segnalano una sottostante tenuta dell'economia piemontese. I consumi di energia sulla rete Terna crescono del +8% (dato nazionale: +1,6%). La logistica dei trasporti pesanti riprende ad accelerare nel I trimestre  dopo la pausa del 2025.

Vladimiro Rambaldi, Presidente Comitato Torino Finanza: “Il PILNOW fotografa una economia regionale che tiene. Il dato positivo dei consumi di energia e della logistica ci dice che l'economia reale non è ferma; ma il dato negativo della CIG e dell’occupazione ci dicono che il modello produttivo regionale è sotto pressione. Il conflitto in Medio Oriente aggiunge incertezza, ma l’effetto non è ancora completamente incorporato, bisognerà vedere come graverà sui prossimi trimestri. In questo contesto, che noi continueremo a monitorare in tempo reale, la sfida non è resistere: è cambiare velocità, insistendo su fattori di crescita come l’innovazione”.

comunicato stampa

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