(Adnkronos) - E' indagato per favoreggiamento il proprietario del bar di piazza Fontana a Taranto nel quale all'alba del 9 maggio scorso, una settimana fa, il migrante di 35 anni, del Mali, Bakari Sacko, si è rifugiato dopo essere stato picchiato brutalmente a calci e pugni da una banda di ragazzini, uno dei quali lo avrebbe accoltellato mortalmente per tre volte all'addome e al fianco.
Secondo quanto accertato avrebbe fatto dichiarazioni alla Polizia, che indaga sul delitto, contraddette dalle frasi pronunciate nel corso di una intercettazione. Stando alla prima ricostruzione quando la vittima è entrata nel bar, già ferita, il titolare l'avrebbe invitata a uscire senza avvisare le forze dell'ordine. Una volta che Bakari Sacko si è accasciato esanime e in una pozza di sangue sarebbero state altre persone presenti e anche alcuni degli aggressori a portarlo fuori dal locale.
I sei giovani sottoposti a fermo di indiziato di delitto sono quattro minorenni e due poco più che maggiorenni. Il fermo dei minorenni non è stato convalidato ma il gip ha disposto la misura cautelare in un istituto di detenzione. Ieri la Questura di Taranto ha notificato al bar un provvedimento di sospensione per 60 giorni della Scia (segnalazione certificata di inizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande. La Divisione amministrativa ha verificato che, in occasione di diversi controlli effettuati dalla Volante, all’interno e nei pressi del locale, sono state identificate numerose persone con precedenti penali e precedenti di polizia per gravi reati quali tra gli altri ricettazione, furto, estorsione, rapina, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere, rissa ed evasione. Tutti fatti che, insieme all’efferatezza del delitto consumato vicino al locale il 9 maggio, hanno reso necessaria l’adozione del provvedimento.












