Nel 2024 i piemontesi sono fuggiti più di prima per curarsi in altre regioni, mentre il Piemonte attrae sempre meno pazienti da fuori. È questo il quadro allarmante che emerge dai dati sulla mobilità sanitaria in Piemonte per il triennio 2022-2024, ottenuti dal consigliere del PD Daniele Valle attraverso una richiesta di accesso agli atti: il saldo tra quanto la Regione incassa per curare pazienti provenienti dagli altri territori (mobilità attiva) e quanto paga per i piemontesi che si curano altrove (mobilità passiva) è passato da -8,1 milioni di euro nel 2023, alla cifra "monstre" di -24,2 milioni di euro nel 2024.
Liste d'attesa
Un saldo negativo che triplica in un solo anno, a causa di due fenomeni distinti e convergenti. Da un lato sono aumentati i pazienti piemontesi (+9,7% dal 2022 al 2024) che sono andati a farsi curare fuori dai confini. Questo è il segnale più diretto del disagio vissuto dai cittadini: liste di attesa insostenibili, reparti chiusi o sottodimensionati, carenza di specialisti. "Chi può permetterselo, - commenta l'esponente dem - se ne va".
In parallelo nel 2024 la nostra regione ha perso 9.3 milioni di euro di pazienti. "Il Piemonte - prosegue il presidente della Commissione Sanità - diventa meno attrattivo per chi, da Liguria, Lombardia o Valle d'Aosta cercava eccellenze sanitarie nel nostro territorio. Un segnale di declino che non può essere ignorato".
I dati
Guardando ai territori, emergono grandi disomogeneità. Il caso più preoccupante è quello dell'ASL di Alessandria e AOU (-12,2 milioni nel 2024, quasi tre volte il saldo del 2023), che si configura come il peggioramento più marcato in termini assoluti. Anche Biella e Asl To4 vedono un passivo importante, con oltre 10 milioni.
Valle (Pd): "Gestione approssimativa"
Al contrario, l'aggregato ASL Città di Torino/AOU/Mauriziano mantiene l'unico saldo positivo significativo (+43 milioni), a riprova che l'eccellenza concentrata nei grandi poli universitari è ancora un attrattore. "Questi numeri - incalza Valle - sono il risultato di una gestione approssimativa, senza un disegno".
"Le liste d'attesa fuori controllo - prosegue il consigliere del Pd - spingono i piemontesi fuori Regione e riducono la nostra capacità di attrazione. Su questo punto, le regioni confinanti hanno saputo trovare migliori sinergie col privato, permettendo tetti di attività e attrattività più alti, che finiamo per pagare noi. Questi, peraltro, sono dati che non considerano la mobilità verso la Francia". "Dopo sette anni, è tempo che Cirio e Riboldi si assumano qualche responsabilità" conclude il dem.











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