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Economia e lavoro | 04 luglio 2024, 11:25

Una cascata di denaro per una regione sempre più anziana: Torino e il Piemonte davanti al rebus del futuro

Ires Piemonte stima in oltre 12 miliardi le risorse in arrivo da Pnrr e fondi europei. Ma sono sempre di più gli over65 e questo sarà un problema per lavoro e welfare

Una cascata di denaro per una regione sempre più anziana: Torino e il Piemonte davanti al rebus del futuro

Oltre 12 miliardi di euro in arrivo nei prossimi anni, tra Pnrr e altri fondi europei. Ma su un territorio sempre più anziano e in cui la crescita economica sembra arrivata a un punto di frenata.

Momento di stallo

Ecco l'istantanea che Ires Piemonte scatta alla nostra regione, con l'ultima edizione del suo report. Numeri e tabelle che mostrano come, dopo una crescita dell'1% nel corso del 2023, le previsioni per l'anno in corso calino a +0,7%, in linea con la media nazionale, ma in maniera inferiore rispetto alle altre regioni del Nord Italia. 

Caleranno gli investimenti (-1,7%), anche per il rallentamento del settore costruzioni. Mentre forse potrebbero ripartire i consumi, se l'inflazione lascerà ossigeno al potere d'acquisto. 

Sempre più anziani

A schizzare verso l'altro, però, è l'età media dei piemontesi. Ci sono sempre più anziani,  con un tasso di dipendenza tra over65 e persone tra 15 e 64 anni che è cresciuto di 11 punti, arrivando a quota 43. E la tendenza continuerà a crescere.

"La denatalità è uno dei temi più importanti che dovremo affrontare - commenta Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte - ed è compito della politica trovare il modo per migliorare la crescita e la qualità della vita sul nostro territorio".

Più occupazione, meno aspiranti occupati 

L'effetto più evidente, oggi, è un tasso di occupazione in miglioramento. Ma rischia di essere un effetto ottico ingannevole. Il dato aumenta solo perché diminuisce la popolazione in età da lavoro (e non tanto perché aumentano i posti sul mercato) e questo, nel medio periodo, avrà ripercussioni sul welfare. I dati ISTAT dicono che entro il 2042 le persone di età compresa tra 15 e 64 anni in Piemonte si ridurranno di oltre il 16%. Attualmente, poi, il lavoratori con un'età superiore ai 60 anni rappresenta il 10% del totale, con picchi superiori tra il lavoro autonomo.

Produttività, anziani e stranieri per sopravvivere

Per il futuro, dunque, dovrà essere legato a una maggiore produttività, ma anche a una maggiore partecipazione e attenzione di persone, in arrivo anche da fuori regione. E se il primo punto lo si può affrontare con innovazione e formazione, gli altri vanno "risolti" con il coinvolgimento di più donne, più giovani (risolvendo il rebus dei neet) e anche aumentando gli stipendi, per risultare più competitivi e attrattivi. Una battaglia, quella della "migrazione di qualità", che in buona parte è già iniziata.

Tornando al tema investimenti, dei 12 miliardi buona parte (40,2%) andranno alla transizione verde, mentre il 36,2% sarà indirizzato alla sfera sociale. Ricerca e innovazione assorbiranno il 17,1% e la riqualificazione urbana il 6%.

Massimiliano Sciullo

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