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Economia e lavoro | 18 giugno 2024, 07:10

Canavese a due volti: il 2024 ha visto crescere la cassa integrazione, ma il futuro appare più positivo

Stabile la presenza di imprese (-0,2%), con il commercio a farla da padrone. Prospettive più rosee rispetto al resto della regione, ma l'export soffre ancora

tavolo relatori Confindustria Canavese

Il 2024 del Canavese ha visto aumentare la cassa integrazione, ma le attese sono più rosee

Il Canavese ha chiuso un 2023 di sostanziale stabilità, rispetto al 2022. Anche se il 2024 sembra avere un volto diverso, soprattutto dal punto di vista degli ammortizzatori sociali. E' quanto emerge dai dati presentati da Confindustria Canavese, in collaborazione con Agenzia Piemonte Lavoro e Camera di commercio di Torino.

Un territorio di 158 Comuni con oltre 363mila abitanti, ma che mostra numeri economici altrettando corposi. "Ci sono 33mila sedi di imprese, il 14,7% del totale della provincia e 119mila addetti - sottolinea Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio -: non sono numeri da sottovalutare. E pur avendo un profilo molto ben definito, non bisogna dimenticare la presenza del settore agricolo, che per numero di imprese è molto vicino a quello dell'industria".

Più nel dettaglio, accanto alle sedi d'impresa ci sono anche 8.165 unità locali (il 15,5%), per un totale di oltre 41mila localizzazioni. Quasi il 96% del totale delle sedi d’impresa sono microimprese. Il territorio del Canavese si caratterizza anche per una maggiore maturità del sistema imprenditoriale: poco meno del 50% delle imprese del Canavese è nato prima del 2010 (a fronte del 46% della provincia di Torino). Stabile, tra 1723 nuove iscrizioni e 1790 cessazioni, il tasso di crescita (-0,2%).

Ci sono Comuni e Comuni

Tra i Comuni del territorio, Volpiano, Ivrea, Chivasso, San Maurizio Canavese, Leinì e Rivarolo Canavese hanno registrato un tasso di crescita positivo, mentre risulta negativo per Caluso, Ciriè, Castellamonte e Cuorgnè.

 

La presenza imprenditoriale per forma giuridica conferma la netta prevalenza di imprese individuali (il 64,2% del totale, rispetto al 53,5% del torinese nel suo complesso), seguite dalle società di persone (il 19,1% a fronte del 21,4% torinese), mentre risultano meno rappresentate le società di capitale (il 14,9% contro il 23% provinciale). Tuttavia, anche nel 2023 sono proprio le società di capitale a registrare il miglior tasso di crescita: +3,26%, a fronte del -0,57% delle imprese individuali.

Prima il commercio

Per caratterizzazione produttiva, il territorio del Canavese rileva la prevalenza del commercio come primo settore (il 22,2%, il 23,7% nel torinese), seguito dai servizi alle imprese (il 18,8%, il 26,7% in provincia dove è il primo settore) e dalle costruzioni (il 18,6% rispetto al 15,8%). Risulta anche particolarmente rappresentata l’agricoltura (il 12,3% a fronte del 5,1%), più che l’industria (l’11,1% contro l’8,8% torinese). Il turismo mantiene un peso analogo a quello provinciale (il 6,6%).

Tuttavia, in linea con la dinamica del torinese nel suo complesso, anche nel Canavese rilevano una dinamica positiva solo i servizi – alle imprese e alla persona (rispettivamente pari al +0,9% e al +1,7% rispetto al 2022), mentre risultano in calo tutti gli altri settori di attività economica.

In ultimo, uno sguardo alle componenti imprenditoriali presenti sul territorio. Rispetto al resto del torinese, il territorio conta un maggior numero di imprese artigiane, il 33% del sistema imprenditoriale canavesano (a fronte del 27% del torinese), benché il tasso di crescita risulti negativo (-0,75%). Più incidenti anche le imprese femminili (il 23,7% a fronte del 22,2%), anch’esse con tasso di crescita di segno negativo (-0,28%). Positiva invece la dinamica della componente straniera (+3,24%) il cui peso, pari all’8,2% del totale, è decisamente più contenuto rispetto a quello provinciale (oltre al 14%). Infine, le imprese giovanili che perdono consistenza (-77 unità nell’ultimo anno) e rappresentano il 9,6% del totale, valore simile a quello provinciale (9,4%).

Più ottimisti del resto del Piemonte

Secondo l’ultima indagine congiunturale elaborata per il trimestre aprile-giugno 2024, le aspettative degli imprenditori del Canavese sono mediamente più elevate di quelle della media regionale. Le Imprese che prevedono aumento superano quelle che indicano diminuzione per la produzione (con un saldo ottimisti pessimisti di +18,8), gli ordini totali (+15,3), l’occupazione (+4,7) e, in misura minore, la redditività (+2,4).

Soffre l'export, ma cala la Cassa

Al contrario, resta in terreno negativo l’Export (con un Saldo Ottimisti-Pessimisti di –5,4), che risente delle numerose tensioni internazionali e dei vincoli allo spostamento delle merci che, evidentemente, impattano anche sulle imprese canavesane.

 

Il miglioramento delle attese è evidenziato anche dalla riduzione delle previsioni di ricorso alla cassa integrazione, che scende al 6,1% delle aziende. Calano anche i tempi di pagamento, che si riducono a 68 giorni. Tuttavia, non tutte le problematiche connesse al rallentamento dell’economia sono superate: ad esempio, il livello dei prezzi industriali resta elevato e, seppure stabile in generale, vede comunque indicare aumento il 31,6 delle Imprese per le Materie prime, il 15,2% per l’Energia e il 20,5% per Logistica/trasporti; ciò si unisce ad un ritardo degli Incassi che coinvolge circa un quarto degli intervistati.

Infine, la propensione agli Investimenti in Canavese stenta a tornare a quella degli scorsi anni, probabilmente in attesa della futura attivazione degli Incentivi Transizione 5.0 e per il permanere di fattori di incertezza; nonostante questo il 20,2% delle Imprese prevede per i prossimi 12 mesi investimenti per Ampliamento e il 51,2% li programma per Sostituzione. Il grado attuale di Utilizzazione degli Impianti e Risorse aziendali rimane stabile al 76,5%.

Ma l'inizio dell'anno ha visto salire la Cig 

Mentre nel corso del 2023 l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (Cigo/Cigs) è stato piuttosto limitato e in linea con quanto registrato nel 2022, i dati dei primi mesi del 2024 evidenziano un forte aumento del ricorso alla Cig ordinaria (quantomeno a livello di attivazioni e di numero di aziende coinvolte); dalla lettura dei dati dell’indagine congiunturale e dal giornaliero confronto con le Aziende Associate sembrerebbe prospettarsi una riduzione della fruizione nel quarto trimestre. 

Il mercato del lavoro nel Canavese

A livello di occupazione, i dati elaborati dagli enti che hanno partecipato all’analisi descrivono un clima discretamente positivo, in un contesto nel complesso però ancora piuttosto fragile. Nel 2023, il 15% circa del totale delle imprese registrate in Camera di commercio ha movimentato il mercato del lavoro locale, generando una quota di contratti di lavoro dipendente attivati pari al 72,3% del totale di quelli sul territorio.

L'effetto è comunque positivo: il 2023 chiude con 3.288 contratti in più da parte delle imprese inserite nel registro. Anche i saldi assunzioni/cessazioni, impiegati come indicatori di consistenza contrattuale, sono positivi per tutti i settori economici, tra cui spiccano i servizi che, nel biennio precedente, registravano valori negativi. Emergono anche Costruzioni e Industria.

Positivi anche i saldi delle professioni, in particolare per quelle con competenze generiche, che nel 2021-22 hanno avuto un saldo negativo, seguite da Artigiani, Operai specializzati e Agricoltori, Professioni Qualificate nelle Attività Commerciali e dei Servizi. Rimane attivo anche il saldo delle Professioni Esecutive nel lavoro d’ufficio, anche se in contrazione rispetto all’anno precedente.

"Salute e problemi"

“La lettura complessiva dei dati dagli enti che hanno partecipato all’analisi ci restituisce la fotografia di un territorio che, pur essendo in discreta salute, presenta alcune problematiche, dovute in parte anche alle tante tensioni geopolitiche ancora in corso, che portano con sé un quadro congiunturale piuttosto incerto, un rallentamento della propensione agli investimenti e un sensibile aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali” nei primi mesi del 2024, commenta Daniele Aibino, Direttore di Confindustria Canavese. “In questo contesto, tuttavia, le imprese canavesane continuano a dimostrare una buona tenuta e una apprezzabile capacità a sostenere il tessuto economico locale cercando di cogliere le tante sfide e opportunità che caratterizzano questo periodo di grandi trasformazioni”. 

La lettura sempre più attenta dei mercati del lavoro locale si è rivelata, anche in questa occasione, un passaggio fondamentale per comprendere le dinamiche occupazionali e i fabbisogni delle imprese. Ed è anche grazie a questa capacità analitica che Centri per l’impiego, supportati dai servizi specialistici di Agenzia Piemonte Lavoro, stanno consolidando la variegata offerta dei servizi rivolti alle imprese piemontesi”, commenta Federica Deyme, direttrice di Agenzia Piemonte Lavoro.

Massimiliano Sciullo

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