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Politica | 02 febbraio 2023, 19:00

Gli Indipendenti di Cuneo contro la riforma del sistema elettorale regionale: "Grave impedire l'accesso al consiglio ai gruppi più piccoli"

Una lettera ufficiale è partita da via Meucci per raggiungere il presidente del consiglio e il consiglio regionale tutto. Già a novembre Boselli si era detto interessato a ragionare sulle elezioni del prossimo anno

Giancarlo Boselli - foto di repertorio

Giancarlo Boselli - foto di repertorio

Per gli Indipendenti di Giancarlo Boselli – gruppo consiliare cuneese ‘neonato’ ma che, alle ultime elezioni comunali, ha strappato un 8% e ben due seggi in consiglio comunale – la riforma del sistema elettorale regionale sarebbe una “incomprensibile forzatura, specie a un anno dalle elezioni”.

La ragione di questa presa di posizione – come indicato in una lettera ufficiale che il gruppo consigliare ha inviato al presidente del consiglio regionale e a tutto il consiglio piemontese – è da ricercarsi nell’opposizione all’innalzamento della percentuale di sbarramento per i gruppi politici intenzionati a far parte dell’amministrazione regionale: “L’intenzione pare quella di sbarazzarsi dei gruppi più piccoli, cosa che impedirebbe o renderebbe comunque molto difficile alle nuove formazioni nascenti l’accesso al consiglio regionale – si legge nella lettera - . Una scelta molto grave, che tra l’altro sembra stiate affrontando come se si dovesse decidere nell’immediato, per rispondere a esigenze di gruppi e partiti e non alle istanze dei cittadini piemontesi”.

Gli Indipendenti e la Regione: al via gli incontri sul territorio

Non è la prima volta che gli Indipendenti di via Meucci si dicono interessati al consiglio regionale del Piemonte. Nel novembre 2022 TargatoCn - in un articolo a firma di Giampaolo Testa - intervistava proprio Boselli, che confermava i sospetti e l’esistenza di una rete in costante crescita su tutto il territorio.

Molti partiti ‘nazionali’ vorrebbero il nostro simbolo inanellato nel loro perché sanno che sarebbe valore aggiunto per prendere voti in aree che non riescono più a raggiungere direttamente – aveva detto il capogruppo - . Ma noi siamo nati proprio perché questi partiti, ad oggi, non sono più strumenti d’azione validi”.

La politica regionale, come quella di ogni livello, è fatta da persone che arrivano dal territorio (che spesso, però, si dimenticano di esserlo); sanità, ambiente, urbanistica, acqua, cultura e i loro problemi quotidiani costruiscono la politica su larga scala”.

Boselli sottolineava inoltre l’intenzione di dialogare con tutti, sulla base però da una lista propria. In questi giorni dovrebbe partire un tour dei capoluoghi di provincia - che inizierà con Torino - in cui si cercherà di rinsaldare ed espandere questa rete: “Verificheremo le giuste situazioni e le condizioni per scendere in campo. Un candidato? Presto ci saranno sviluppi”.

Simone Giraudi

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