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Sanità | 05 novembre 2022, 09:00

Il cuore scandisce il ritmo della nostra vita!

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Il cuore scandisce il ritmo della nostra vita!

Il cuore con il suo pulsare misurato e regolare scandisce il ritmo della nostra vita, degli anni passati e di tutta la nostra esperienza emozionale. Infatti, in lui risiedono i sentimenti dell'anima, gli affetti e le paure più profonde. Insomma, tutta la nostra vita animica.

Il suono che produce è impercettibile, quasi a voler ricordare che la “magia” che gli permette di svolgere al meglio la sua funzione è data da una cadenza costante e infaticabile, da un lavoro certosino e paziente. Eppure, data la sua importanza, ci verrebbe da pensare che dovrebbe fare un rumore fragoroso, imponente, una sorta di suono cerimonioso, come l'eco di un cembalo o il rintocco di una campana. Invece lui è silenzioso. Anche nel momento stesso in cui si spezza, lo fa in assoluto silenzio.

Il “cuore” ha ispirato miti e antiche leggende. Ha guidato la penna di poeti e scrittori. Ha infiammato gli animi degli amanti e guidato le gesta eroiche dei prodi. E’ stato il protagonista di duelli e la causa scatenante di violenti conflitti e guerre. Di lui si sono interessati sciamani, alchimisti, taumaturghi. Gli Egizi ne nutrivano un interesse particolare, testimoniato dalle loro pitture e dalle incisioni tombali. Infatti, subito dopo la morte, la salma veniva condotta in una grande sala del tribunale, presieduto da Osiride, per essere giudicata.

Il cuore veniva posto su uno dei due piatti di una bilancia, sull’altro una statuetta della dea Maat. Se il cuore appariva più pesante, a causa degli errori o misfatti compiuti in vita, la salma veniva divorata da un mostro con la testa di coccodrillo e il corpo di leonessa e moriva così una seconda volta. Se invece era più leggero, entrava di diritto nell’aldilà. 

Gli Egizi lo consideravano il centro della vita, dell’intelligenza e della volontà. E non è un caso, perché il cuore è “vita”. Esso è al centro del sistema cardiovascolare: regola la circolazione del sangue e lo invia a tutti gli organi e apparati. Grazie a lui, ogni sostanza viene veicolata e distribuita: ossigeno, glucosio e micronutrienti alle cellule e gli scarti agli organi emuntori. Ma questo avviene solo se l’organismo è in salute. Purtroppo, il nostro stile di vita squilibrato e le abitudini alimentari sbagliate stanno facendo ammalare il nostro cuore.

Infatti, le malattie cardio vascolari sono molto diffuse e la probabilità di morire di una malattia cardiaca è sempre più alta. Ma veramente le malattie cardiache non possono essere prevenute? Se escludiamo difetti congeniti e genetici, io direi proprio di sì. Anzi aggiungerei che non vi è nulla di naturale nel morire di una malattia cardiaca.

Esistono molte popolazioni in cui l'incidenza di ictus e infarto è assai modesta e non è un caso che siano quelle popolazioni in cui lo sviluppo economico industriale non ha ancora raggiunto livelli estremi e lo stile di vita non è frenetico e stressante. Pensate che nel 1800 l'incidenza di ostruzioni delle arterie, capaci di provocare ictus o infarto, era minima. Oggi invece, tra le malattie cardiovascolari, la cardiopatia ischemica - che include l'infarto miocardico, l'angina pectoris, lo scompenso cardiaco e la morte coronarica - rappresenta la principale causa di morte, anche in Italia.

Ma la cosa preoccupante è che le malattie cardiache tendono a svilupparsi a un'età sempre più precoce: molti adolescenti presentano segni che preannunciano una futura cardiopatia. Evidentemente per scatenare una simile epidemia negli ultimi decenni deve essere cambiato qualcosa nel nostro stile di vita, nell'alimentazione e nell'ambiente.

La cardiopatia ischemica è una patologia insidiosa, perché, a volte, è asintomatica ed è una malattia multifattoriale dove familiarità, diabete, ipertensione, sovrappeso/obesità, dislipidemia, fumo di sigaretta e sedentarietà rappresentano i principali fattori di rischio. Oggi possiamo confermare che uno stile di vita squilibrato è nemico non solo del nostro cuore, ma anche e soprattutto delle nostre arterie.

Infatti, in seguito ad abitudini errate e predisposizioni, nel corso degli anni, sulle pareti arteriose possono formarsi dei depositi che prendono il nome di placca o ateroma. In questo caso, parliamo di aterosclerosi, patologia accompagnata da una maggiore densità del sangue e dalla presenza di coaguli. Essa può causare l'ostruzione di un'arteria e bloccare il flusso sanguigno. Se questo fenomeno si verifica nelle arterie che portano sangue al cuore, la parte del cuore interessata muore per mancanza di ossigeno. Questo evento si definisce infarto del miocardio. Se l'ostruzione si forma nelle arterie che irrorano il cervello, questo evento si definisce ictus.

Le arterie cerebrali sono particolarmente fragili e talvolta l'ictus si verifica non per un'ostruzione, ma per la rottura di un'arteria con conseguente emorragia cerebrale. Se l'ostruzione si verifica in una gamba può insorgere una trombosi, se si verifica nelle arterie o vene periferiche si parla di insufficienza arteriosa/venosa periferica. Esiste però un altro fattore che può insorgere in concomitanza con le placche ateromasiche ed è l'indurimento delle arterie. Queste ultime sono elastiche e tendono a perdere elasticità e a indurirsi non solo con il passare degli anni, ma anche e soprattutto a causa di comportamenti alimentari errati e abuso di droghe.

Questi tre fattori: placche, perdita di fluidità e di elasticità dei vasi concorrono ad aumentare la pressione arteriosa, esponendo la persona a un maggior rischio di trombosi, angina, infarto e ictus. E’ indubbio che se le arterie sono ostruite o il sangue troppo denso la pressione aumenta. Dovete sapere che le arterie sono circondate da uno strato di tessuto muscolare. Ebbene, un eccesso di sodio o la carenza di calcio, potassio e magnesio può causare forme di contrazione muscolare che aumentano la pressione esercitata dal muscolo sulle arterie, queste, contraendosi, fanno, a loro volta, aumentare la pressione esercitata dal sangue. Ecco perché è importante periodicamente dosare nel sangue la quantità di questi minerali e, in caso di carenza, aumentarne l’apporto. Tra questi il più importante è il magnesio perché esiste una forte correlazione fra la carenza cronica di magnesio e il rischio di infarto.

Un deficit grave di magnesio può causare un attacco cardiaco in quanto può indurre lo spasmo di un'arteria coronaria. Esistono anche delle vitamine amiche del cuore. Sono la vitamina E, in grado di fluidificare il sangue così da ridurre la pressione arteriosa e la vitamina C, necessaria per la produzione del collagene, ossia la “colla” intercellulare che mantiene elastica non solo la pelle, ma anche le arterie. Hanno dimostrato di ridurre il rischio di infarto anche gli acidi grassi essenziali omega 3 (EPA – DHA).

Questi grassi svolgono un'azione antinfiammatoria, fluidificano il sangue e, se assunti in combinazione con la vitamina E, rafforzano la loro azione terapeutica. Anche l'alimentazione è fondamentale per prevenire processi patologici cardiovascolari. Una buona abitudine, ad esempio, è aumentare la quantità di cibi come la verdura a foglia verde come spinaci, cavoli, zucchine, rucola, finocchi, perché ricca di vitamina K, che aiuta a proteggere le arterie. La frutta fresca è una riserva di vitamine, A, B1, B2, B3 e C che proteggono il cuore e le arterie. Via libera anche ai frutti di bosco e frutti rossi (mirtilli, lamponi, more, ribes, fragole) che contengono antiossidanti (sostanze in grado di contrastare, rallentare o neutralizzare i radicali liberi) e contribuiscono a tenere sotto controllo il colesterolo cattivo e la pressione sanguigna.

Ottima anche la frutta secca come noci, nocciole, arachidi, ricche di vitamina E e di acidi grassi omega 3 che contrastano l'aumento della pressione e abbassano il colesterolo LDL. Anche il pesce azzurro come sgombro, alici e il salmone ha un alto contenuto di omega 3.  Nei nostri pasti non deve mai mancare una porzione di legumi: ceci, lenticchie, fagioli, piselli e fave sono fonte di proteine vegetali.

Inoltre, i legumi contengono sali minerali come il ferro, che diminuisce il colesterolo cattivo; il potassio, che riduce la pressione sanguigna; il fosforo, che favorisce il buon funzionamento dei muscoli, quindi del cuore. Importanti i cereali integrali biologici come l’avena, segale, orzo, grano saraceno e quinoa. Oltre ad avere un basso indice glicemico, sono tutti ricchi di fibre che possono aiutare a ridurre il colesterolo cattivo.

Via libera all'olio extra vergine di oliva spremuto a freddo che contiene l'acido oleico, un grasso monoinsaturo che ha effetti protettivi sui vasi. Salutare anche all’aceto di mele biologico, perché contiene minerali come fosforo, zolfo, ferro, magnesio e soprattutto calcio, essenziali per rinforzare il cuore e le difese immunitarie del corpo, e potassio, che incide sul buon funzionamento del cuore e dei muscoli. Inoltre, è fonte di pectina, una fibra idrosolubile in grado di proteggere le cellule e i vasi sanguigni, contribuisce a ridurre il livello del colesterolo nel sangue, favorisce il senso di sazietà e ostacola l’assorbimento dei grassi proinfiammatori.

Dovete invece evitate i cibi ricchi di additivi chimici e di grassi idrogenati. Deleterie sono tutte le droghe: alcol, fumo e zucchero, ma anche la sedentarietà e periodi prolungati di stress. Insomma, le “cattive” abitudini sono nemiche del cuore ed aumentano la probabilità di morire di una malattia cardiovascolare. Allora, prima di adottare un comportamento sbagliato, pensate al vostro cuore e a quanto è importante che il suo battito, forte e regolare, scandisca ogni secondo della vostra vita.

Redazione

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