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Cronaca | 30 settembre 2022, 07:15

Guerra in Ucraina, incubo atomica: il Piemonte approva un piano di emergenza nucleare

Cosa accadrebbe in caso di urgenza? Dalla gestione degli ospedali fino a quella degli animali domestici, il Piemonte ha approvato proprio ieri un piano specifico. Icardi: “Minimizzare il rischio di contaminazione”

La centrale nucleare di Saluggia

La centrale nucleare di Saluggia

La tensione crescente tra Russia e Ucraina spaventa il mondo e il Piemonte non sta di certo a guardare, anzi. E’ stato infatti approvato ieri in Regione Piemonte il “piano di emergenza radiologica e nucleare”. Un protocollo dettagliato che nessuno spera debba mai scattare, ma pronto in un cassetto, per ogni evenienza.

Troppo forti i venti di guerra. Le recenti dichiarazioni di Vladimir Putin, infatti, tengono il mondo con il fiato sospeso. Cosa accadrebbe qui in Piemonte, in caso di guerra atomica? Quali misure verrebbero prese per ridurre al minimo gli effetti di un conflitto nucleare?

La risposta sarebbe commisurata al grado di pericolo, con l’obiettivo di minimizzare il rischio di contaminazione e limitare la mortalità di potenziali eventi nucleari. "Il Piano concorre a definire la struttura organizzativa di coordinamento degli interventi sanitari a livello territoriale in caso di necessità e urgenza – spiega l’assessore alla Sanità del Piemonte Luigi Genesio Icardi -, individuando le procedure operative per la gestione del flusso delle informazioni e gli interventi prioritari da disporre per ridurre al massimo gli effetti di una eventuale emergenza nucleare sulla salute della popolazione e sull’ambiente".

A coordinare il piano d’emergenza, la neo nata Azienda Zero: questo prevede la catena di comando. Uno step necessario per attivare tempestivamente soccorsi e risorse necessarie per contrastare l’incubo nucleare. A seconda degli scenari di emergenza ipotizzati, sono previste azioni di risposta delle strutture del sistema sanitario focalizzate sulle informazioni alla popolazione, in modo da evitare sovraffollamenti dei Pronto soccorso da parte di soggetti a basso rischio. Nel dettaglio, i messaggi riguardano indicazioni per la sicurezza all’interno degli edifici (sheltering), misure di protezione individuale all’aperto, indicazioni per entrare ed uscire dagli edifici, indicazioni sulla gestione degli animali domestici, iodoprofilassi e trattamenti antidotali, piani di maxi emergenza negli ospedali, secondo gli specifici livelli di emergenza definiti dal Piano.

Il piano inoltre è volto a identificare, confermare e descrivere rapidamente casi di patologia, in modo da riconoscere tempestivamente l’evento; ridurre l’impatto sui servizi sanitari e sociali ed assicurare il mantenimento dei servizi essenziali; assicurare una adeguata formazione del personale coinvolto nella risposta all’evento; garantire informazioni aggiornate e tempestive per i decisori, gli operatori sanitari, i media e la popolazione; monitorare l’efficienza degli interventi e mantenere sistematicamente adeguato il piano.

Redazione

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