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Politica | 14 giugno 2022, 15:38

Piemonte, le opposizioni chiedono alla giunta un'informativa sulla condanna di Rosso: tensione in Consiglio regionale

Grimaldi (LuV): "Il voto di scambio politico-mafioso c'è stato e una sentenza di primo grado lo afferma chiaramente. Quei voti non si possono restituire". Sarno: "Che fine ha fatto il codice etico?"

Piemonte, le opposizioni chiedono alla giunta un'informativa sulla condanna di Rosso: tensione in Consiglio regionale

Tensione nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte, quando gli esponenti del centrosinistra hanno preso la parola per sottolineare la "macchia indelebile" sulla legislatura legata alla recente condanna dell'ex assessore Fdi Roberto Rosso a 5 anni "per voto di scambio politico mafioso".

Il primo a prendere la parola è stato il capogruppo Luv Marco Grimaldi - più volte interrotto dalle contestazioni di esponenti della Lega - seguito dal Pd Diego Sarno e dall'esponente M4o Giorgio Bertola. Oggetto degli interventi, la richiesta di una informativa della Giunta sull'accaduto e la sottolineatura dell'assenza in Aula dell'intero esecutivo di Alberto Cirio.

"E' arrivata - ha affermato Grimaldi - una sentenza molto pesante per l'ex assessore Roberto Rosso di Fdi, condannato a 5 anni per voto di scambio politico mafioso. So che volete cancellare questa vicenda, ma è un fatto indelebile. Credo che il presidente Cirio, anche se in questo momento è assente, sia consapevole che il voto in Piemonte è stato inquinato: l'accaduto è una macchia indelebile su questa legislatura". "La responsabilità penale - ha ribattuto il capogruppo leghista Alberto Preioni - in Italia appartiene ai singoli: a noi i voti della malavita non sono mai arrivati. Chi sbaglia paga, e Rosso non appartiene al nostro partito, che è un movimento onorabile".

"Che fine ha fatto il codice etico? E i corsi di formazioni per la parte politica e tecnica della Regione? E le risorse aggiuntive da destinare al fronte della legalità?", si è chiesto invece Diego Sarno. "Tutte promesse del Presidente Cirio all’indomani dell’arresto di Rosso (in quota Fratelli Italia): sono passati tre anni, la giustizia sta facendo il suo corso, tanto che venerdì scorso c’è stata una sentenza chiara con una condanna in primo grado per scambio politico-mafioso… ma del codice etico in regione ancora nessuna notizia, nemmeno una bozza".

 

redazione

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