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Economia e lavoro | 19 marzo 2022, 11:00

Rebus lavoro, in Piemonte 4 imprese su dieci non riescono ad assumere: servono autisti, ingegneri, informatici e operai

L'offerta di occupazione però è in calo a causa delle incertezze legate alla guerra in Ucraina e al caro prezzi delle materie prime

persona che cammina con una valigetta in mano

Per il 43% delle aziende si registrano difficoltà a trovare i profili adatti da assumere

Conduttori di mezzi di trasporto (65 aziende su 100), progettisti, ingegneri e professioni assimilate (61 aziende su 100), tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione con 61 aziende su 100 e operai nelle attività metalmeccaniche e elettromeccaniche (59 aziende su 100). Sono queste, a marzo 2021, le professioni più difficili da reperire in Piemonte secondo Unioncamere e l'elaborazione dei dati Excelsior. 

A marzo la difficoltà delle imprese a reperire i profili ricercati riguarda il 43% delle entrate previste, dato in aumento di circa 3 punti rispetto al mese precedente e superiore alla media nazionale (41%). La mancanza di candidati è la motivazione prevalentemente segnalata dalle imprese (27%), seguita dall’inadeguata preparazione dei candidati (14%).

L'incertezza pesa sulla domanda di lavoro

Complessivamente, sono circa 24.430 i contratti programmati dalle imprese piemontesi per marzo 2022, su un totale che ne prevede 110.700 nell'area del Nord Ovest e 359mila in Italia. Confrontando le previsioni regionali di entrata di marzo 2022 con quello di marzo 2021, però, emerge un calo di circa 620 unità. Una contrazione che sparisce se si amplia l’orizzonte temporale al trimestre marzo-maggio 2022, quando le entrate programmate salgono a 74.060, con  4.710 assunzioni in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Numeri che però riflettono con evidenza come la domanda di lavoro in Piemonte, pur tenendo, soffra l'incertezza per le conseguenze della guerra in Ucraina e la preoccupante crescita dei costi energetici e delle materie prime.

Quasi tutti dipendenti, ma a tempo determinato

Il 75,9% delle entrate delle aziende piemontesi riguarderà lavoratori dipendenti, il 15,6% lavoratori somministrati, l’1,7% collaboratori e il 6,8% altri lavoratori non alle dipendenze.

La domanda di lavoro è trainata dai contratti a tempo determinato con il 61% delle entrate programmate, seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 29% dei casi e dai contratti di apprendistato con l’8%. Pesano, infine, il 2% gli altri contratti. 

Delle 24.430 entrate previste in Piemonte nel mese di marzo 2022 il 17% è costituito da laureati, il 29% da diplomati, le qualifiche professionali e l’assenza di un titolo specifico pesano rispettivamente il 21% e il 32%.

A livello settoriale sono sempre i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con 15.960 entrate, il 65,3% del totale (950 unità in più rispetto a quanto previsto a marzo 2020). L’industria prevede 8.480 entrate, generando circa il 34,7% della domanda totale del mese e segnando però un calo di 1.570 entrate rispetto al marzo 2021. Nel dettaglio 6.300 entrate riguarderanno il comparto manifatturiero e 2.180 quello edile.

Tra i servizi si rileva un forte interessamento del comparto dei servizi di alloggio e ristorazione con 10.420 entrate previste nel trimestre in esame, pari al 14,1% delle 74.060 entrate complessive, dei servizi alle persone (10.110 entrate) e del commercio con 8.590 assunzioni (11,6% del totale).

Massimiliano Sciullo

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