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Politica | 19 gennaio 2022, 11:35

Regione, sull’Ufficio di Presidenza Fratelli d’Italia non molla

Il capogruppo di FdI Paolo Bongioanni: “Siamo la prima forza politica del centrodestra a Torino. Quello del consenso è l’unico dato che conta perché sono numeri che derivano da dati reali e non dai sondaggi”

bongioanni e cirio

Regione, sull’Ufficio di Presidenza Fratelli d’Italia non molla

Continua a tenere banco in Consiglio regionale il braccio di ferro tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sui nuovi assetti dell’Ufficio di Presidenza. Situazione che ha generato tensione tra la maggioranza di centrodestra e la minoranza di centrosinistra. 

C’è un risvolto cuneese della questione che riguarda Franco Graglia, esponente di Forza Italia, ex sindaco di Cervere e attuale vicepresidente di Palazzo Lascaris in quota centrodestra, il cui posto, per la seconda parte della legislatura, viene rivendicato ora da Fratelli d’Italia. 

Ne abbiamo parlato con Paolo Bongioanni, capogruppo di FdI e protagonista dell’aspro confronto verificatosi ieri in Consiglio regionale.      

Bongioanni, il braccio di ferro in corso sull’Ufficio di Presidenza ha scatenato le ira della minoranza di centrosinistra che vi accusa di trattare le istituzioni come se fossero esclusivamente cosa vostra. Per un soffio avete rischiato di andare sotto. Cosa ha fatto? 

“Nulla di che. Ho semplicemente richiesto in aula le stesse cose che avevo già chiesto mercoledì nella riunione dei capigruppo e cioè che la votazione per il rinvio sull'Ufficio di Presidenza si svolgesse in presenza”. 

Presumo ci fossero problemi legati al diffondersi dei contagi… 

“Se si può svolgere in presenza la votazione del Presidente della Repubblica,  dove votano più di mille persone, penso che anche noi, a Palazzo Lascaris,  ci si possa recare a votare, visto che siamo soltanto 51. Io, ad esempio, insieme ad altri due colleghi, ero presente tra i banchi del Consiglio”. 

Sembra proprio che non riusciate a trovare la quadra sui nuovi assetti…Come mai? 

“Come tutte le scelte anche questa è oggetto di discussione. Resta comunque ferma la certezza che fra i tre capigruppo di maggioranza c'è un rapporto di amicizia e di piena collaborazione, che finora ha consentito di risolvere tutte le problematiche anche laddove, in partenza, non c’era unanimità di vedute. Questo è avvenuto sia in caso di determinazioni legislative che a proposito di nomine”.   

Che cosa impedisce un accordo di compromesso fra voi, Lega e Forza Italia? 

“Il confronto con i segretari regionali dei tre partiti è costante e proficuo e avviene all'insegna della reciproca lealtà. Lealtà di coalizione che ci accompagnerà verso le amministrative della primavera e tutte le altre sfide che si andranno ad affrontare” 

Lei ha un bel dire, ma se la situazione si incancrenisse non c’è il rischio che salti la maggioranza o comunque che vengano messe in forse le alleanze per le imminenti amministrative? 

“Penso, come già è successo in passato, che si troverà una sintesi dettata dal buon senso che consenta a tutti di uscire dalla sala riunioni con il sorriso”. 

Voi di Fratelli d’Italia però non intendete mollare… 

“Sulla richiesta di avere la vicepresidenza insistiamo perché abbiamo delle buone e valide ragioni”. 

E quali sarebbero? 

“Riteniamo, alla luce dei numeri e non dei sondaggi, di aver ottenuto un consenso elettorale a Torino che non può più non essere considerato. Quello del consenso è l’unico banco sul quale possiamo basarci perché sono dati reali. Nel capoluogo di regione siamo il primo partito del centrodestra avanti di un punto sulla Lega e con il doppio dei voti di Forza Italia”.  

E quindi insistete… 

“Insistiamo perché una nostra presenza nell'Ufficio di Presidenza è il minimo sindacale”.  

Lei sa bene che Cirio non può sacrificare Franco Graglia, attuale vicepresidente del Consiglio regionale, suo amico personale oltre che collega di partito in Forza Italia… 

“Sono sicuro che l’intelligenza e l’equilibrio del presidente Cirio aiuteranno i segretari regionali e i capigruppo dei tre partiti di maggioranza a trovare una sintesi che non sconterà alcuno”.

Giampaolo Testa

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