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Scuola e formazione | 10 gennaio 2022, 13:07

I presidi insistono: "Era meglio rinviare il ritorno a scuola in presenza"

Rossella Landi: "'Ci siamo organizzati per far fronte a difficoltà, ma sono molte le famiglie disorientate"

studenti - foto d'archivio

I presidi insistono: "Era meglio rinviare il ritorno a scuola in presenza"

"Ci siamo organizzati per far fronte alle mille difficoltà, un lavoro intenso ma ce la stiamo facendo". Così Rossella Landi, presidente dell'Associazione nazionale presidi Piemonte e preside del Istituto Majorana di Moncalieri, ha raccontato la ripartenza della scuola.

"Sarebbe stato meglio rinviare l'apertura di 15 giorni"

"Stiamo sostituendo il personale assente, e gestendo le comunicazioni di positività da parte degli studenti", ha spiegato, parlando di circa un 10% di casi, oltre alle assenze per l'influenza. Landi è d'accordo con molti suoi colleghi per cui "sarebbe stato meglio rinviare l'apertura, ma non discutiamo le decisioni governative. Di sicuro tra due settimane la situazione dei contagi non crediamo sia migliore di quella che c'è oggi, ma ci avrebbe permesso di effettuare uno screening tra gli studenti per rientrare in maggiore sicurezza", ha dichiarato ai microfoni di Radio Veronica One. "Stare due settimane in Dad senza misure a garanzia di tutti può risultare inutile: sarebbe stato meglio uno screening e la prosecuzione della campagna vaccinale, visto che molti ragazzi ad oggi hanno solo una dose".

"Perplessità e difficoltà nella gestione del nuovo protocollo"

La preside del Majorana osserva anche come a spiazzare scuole e alunni sia stato il fatto che "il nuovo protocollo di gestione dei positivi è così a ridosso del ritorno da creare perplessità e difficoltà anche nelle famiglie che sono disorientate. Per una nuova procedura c'è bisogno di tempo perché tutti possano averne contezza. Le scuole sono sicure e i protocolli stringenti, ma è evidente che i ragazzi vivono anche al di fuori dell'ambiente scolastico. L'aumento dei contagi in queste settimane di vacanza dice che non è la scuola a crearli, ma può fare da detonatore", ha concluso Rossella Landi.

redazione

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