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| 29 dicembre 2021, 18:38

Carcere, la denuncia dell’Osapp: "Impossibile lavorare a Torino"

Il sindacato degli agenti penitenziari accusa: "Botte e morsi, situazione è invivibile"

Carcere, la denuncia dell’Osapp: "Impossibile lavorare a Torino"

"Quella di Torino è purtroppo una situazione che perdura da mesi e in cui agiscono vari fattori quali la precarietà degli alloggi della struttura, la massiccia presenza di detenuti con evidenti problemi di natura psichiatrica e il cui numero non consente una efficace separazione dagli altri ristretti, l’assenza di azioni preventive-interdittive di natura disciplinare rispetto alle frequenti aggressioni al personale di polizia penitenziaria da parte della popolazione detenuta". Così il segretario del sindacato degli agenti penitenziari Osapp Leo Beneduci, che in una nota ha elencato i problemi del carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

"Aggressioni, eventi critici e situazioni di assoluta invivibilità dal punto di vista lavorativo e detentivo, addirittura intensificatesi negli ultimi giorni - spiega il sindacalista - il 19 dicembre, ad esempio, un detenuto italiano che alloggiava nel corridoio della sezione detentiva con tanto di pentole, scope e computer dormendo in terra, dopo svariati tentativi di persuasione da parte degli agenti, ha finalmente accettato di dormire nell’aula studio del padiglione con il materasso per terra. Nella mattinata del 24 dicembre, mentre il servizio di scorta composto da alcune unità di polizia penitenziaria trasferiva una detenuta straniera con problemi psichiatrici per un ricovero al reparto detentivo ospedaliero delle Molinette, la donna ha rifiutato le cure opponendo resistenza all’uscita della cella e, accompagnata nel reparto infermeria del carcere, rientrando in cella ha morso la mano dell’agente di servizio, accompagnato all’ospedale Maria Vittoria. Infine, il 28 dicembre, un detenuto italiano con problemi psichiatrici ha colpito violentemente un agente, in quanto voleva rimanere nel corridoio della sezione e non rientrare nella propria cella. Anche in questo caso l’agente è stato accompagnato al pronto soccorso del Maria Vittoria, dove è stato dimesso con vari giorni di prognosi".

"Auspichiamo che la guardasigilli Cartabia tra gli interventi in programma per la riforma della giustizia - conclude Beneduci - renda prioritaria anche la soluzione ai problemi dell’attuale assenza di funzionalità degli istituti penitenziari e degli ingiustificabili disagi degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria, anche rispetto all’inadeguata ed ingiusta allocazione dei detenuti 'psichiatrici' che non dovrebbero essere trattenuti all’interno di strutture penitenziarie ordinarie".

Marco Panzarella

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