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Attualità | 14 aprile 2021, 13:24

Successo per le Terre dell'Erbaluce: niente scorie nucleari nei Comuni del Canavese

Grazie ad una mozione della Lega, Rondissone, Caluso e Mazzè non potranno ospitare il Deposito Nazionale

Niente scorie nucleari in Canavese

Foto di repertorio

Esultano i Comuni del Canavese e le Terre dell’Erbaluce, che non dovranno convivere con le scorie nucleari. Il risultato arriva grazie ad mozione unica sull’individuazione del sito per il deposito nazionale scorie radioattive, che la Lega ha formulato e contribuito a far approvare alla Camera dei Deputati.

Esprimono oggi soddisfazione per il voto dell'Aula sulla Mozione il Deputato Alessandro Giglio Vigna e il Consigliere Regionale Andrea Cane.

Dopo mesi di lavoro congiunto con Ordini del giorno votati dai piccoli Comuni fino alla Camera dei deputati passando dal Consiglio regionale del Piemonte, possono essere soddisfatti i Sindaci e i Cittadini del Canavese – commenta il parlamentare della Lega di Ivrea Alessandro Giglio Vigna - perché questa è una vittoria del nostro Territorio, senza mezzi termini rivendico di essere stato il primo canavesano a portare a Montecitorio la questione. Questo voto blocca un possibile Deposito Nazionale Nucleare nelle Terre dell'Erbaluce in funzione dell'esclusione dalla lista dei siti definiti UNESCO e Patrimonio dell'Umanità, dei territori con particolari colture di pregio e dell’inserimento tra i parametri dell'indice di pressione ambientale calcolato in un raggio di 20km al fine di escludere territori in cui insistono discariche”.

Alla notizia dell’inserimento dell'area tra Mazzè, Rondissone e Caluso – commenta il Consigliere regionale Andrea Cane, che per la Lega Salvini Piemonte ha la delega agli Enti locali - nella Cnapi, la Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità ho subito interpellato Regione e Comuni per ottenere un coinvolgimento degli enti locali, ottica con cui la mozione di Riccardo Molinari si è mossa: l’operazione è stata poi messa in pratica a livello operativo tramite un Odg che è stato approvato sia in Consiglio regionale che in tanti Comuni del Canavese, da Ivrea a Ingria, dai più grandi al più piccolo per intenderci. Non è solo una risposta doverosa al Piemonte ma a tutto il Paese: è evidente che alcune scelte vanno concertate e non possono essere paracadutate senza un’attenta valutazione da parte del territorio”.

Dopo anni di attesa, infatti, lo scorso 30 dicembre Sogin, la Società di Stato incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, ha reso nota la Cnapi, Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità che il nostro paese ancora produce.

Il documento, tenuto segreto dal 2015, è stato pubblicato sul sito web del deposito nazionale (www.depositonazionale.it) nella notte tra il 4 ed il 5 gennaio, dopo il nulla osta ricevuto dal Governo. 

redazione

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