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Attualità | 10 febbraio 2021, 15:48

Scorie nucleari, Sogin: "Il Deposito Nazionale darà lavoro a migliaia di persone"

Durante il Tavolo sulla Trasparenza in Regione, la Società che si occupa dello smantellamento dei rifiuti nucleari ha illustrato le misure compensative

Un momento della riunione in Regione

Un momento della riunione in Regione

Non solo benefici economici. Ma anche aumento dell'occupazione e misure di mitigazione ambientale per il Comune interessato e pure per quelli circostanti.

Saranno queste le ricadute socio - economiche che il Deposito Unico Nazionale porterà sul territorio su cui verrà realizzato. Ad illustrarlo, al Tavolo sulla trasparenza e la partecipazione nucleare iniziata pochi minuti fa a Torino, è Sogin, la Società di Stato incaricata incaricata dal Governo di occuparsi dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi. 

Lo scorso 5 gennaio, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambente, Sogin, la Società di Stato incaricata dal Governo che si occupa della dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, ha infatti pubblicato la Cnapi, la Carta nazionale delle aree considerate idonee ad accogliere i rifiuti nucleari di bassa e media intensità che il nostro paese ancora produce. Otto i luoghi considerati favorevoli, di cui 6 in provincia di Alessandria (Oviglio, Castelletto Monferrato-Alessandria-Quargnento, Fubine-Quargnento, Bosco Marengo-Frugarolo, Castelletto Bormida-Sezzadio e Bosco Marengo-Novi) e due in provincia di Torino (Caluso-Mazzè-Rondissone e Carmagnola). E che quindi potrebbero ricevere i benefici.

Le misure compensative

Ancora non è stata stanziata una somma precisa, che verrà valutata nel corso della consultazione e del seminario nazionale. Si parla comunque di milioni di euro, che andranno, in percentuali diverse, alla Provincia, ai Comuni interessati dal Deposito Unico ed al territorio circostante. Solo da Mct (compensazioni rilasciate ai territorio in cui sono presenti i siti nucleari) sono previsti 15 milioni. A cui vanno aggiunte le opere compensative, previste dalla procedura di impatto ambientale.

"Nel momento in cui sul territorio vengono realizzate opere pubbliche di una certa importanza, le leggi dello Stato prevedono misure compensative - dichiarano i vertici di Sogin -. In questo modo si riconosce ai territori l'importanza dell'opera".

I benefici occupazionali

Ma ai benefit economici, a detta di Sogin, si affiancheranno quelli occupazionali. "Ampie fette della popolazione e del territorio si troveranno a fare i conti con sviluppo socio economico diverso da quello precedente - aggiunge la Società -. Quando parliamo di benefici occupazionali andiamo al di là di quelli che derivano dalla cantierizzazione del deposito". La costruzione del deposito durerà 4 anni e prevede l'impiego di 2 mila addetti ogni anno. A cui andranno aggiunti gli addetti del deposito in funzione e quelli del parco tecnologico per un totale di 4 mila addetti all'anno.

"Con un aumento dell'occupazione, a giovarne sarà anche il sistema economico e produttivo generale". 

Compensazioni ridotte con la legge di bilancio 2005

Ma non è tutto. La preoccupazione è che le compensazioni vengano ridotte o che non si rispettino i termini di pagamento. Un po' come è successo a Trino, finito in causa con lo Stato proprio per questo motivo.

A tirare fuori il discorso è stato Marco Formia, sindaco di Mazzè. "Noi non vogliamo le compensazioni, ma non si possono fare accordi che poi non vengono rispettati...".
A spiegare come è andata è stato il sindaco di Trino, Daniele Pane. "La legge del 2003 ha definito le modalità di compensazione dei territori che ospitano i siti nucleari - ha spiegato -. Inizialmente, venivano dati al Comune ed alla Provincia e successivamente anche i comuni limitrofi. I ritardi sono dovuti a due fattori. Le compensazioni delle prime annualità, 2004, 2005 e 2006 vennero dati nel 2008, per cui si è trascinati dietro il ritardo".  Soldi che sono stati recuperati tutti nel 2020, grazie anche a degli incontri avvenuti con Governo".

Ad essere oggetto  di contestazione è "il quantum", stimato in circa 15 milioni. Cifra che varia ogni anno in base ai consumi dell’energia elettrica dei cittadini. "La legge di bilancio del 2005 ha ridotto del 70 per cento le compensazioni e questo è stato oggetto di una causa, che abbiamo iniziato insieme ad altri comuni, nel 2011. Oggi siamo al terzo grado di giudizio, i primi due a nostro favore". Pane conclude però che "di fronte a prospettive lavorative di questo tipo le compensazioni dovrebbero essere messe in secondo piano".

 

Antonia Gorgoglione

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