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Cronaca | 06 febbraio 2021, 10:21

Scorie nucleari: "Il Canavese non si tocca": A Mazzè parte la raccolta firme contro il Deposito unico nel chivassese

I sindaci Marco Formia (Mazzè), Antonio Magnone (Rondissone) e Maria Rosa Cena (Caluso) scendono in piazza per chiedere il sostegno alla popolazione

Cittadini e amministrazione scendono in piazza per dire no al deposito unico delle scorie nucleari in canavese

La raccolta firme in corso a Mazzè, nel chivassese

"Il Canavese non si tocca. Poche storie! Niente scorie!". Il lenzuolo bianco appeso alla ringhiera di un balcone sventola sopra le teste dei cittadini in coda.

Mascherine chirurgiche a coprire naso e bocca e distanti almeno un metro l'uno dall'altro come le regole anti contagio dettano, aspettano il loro turno per apporre il proprio nome alla raccolta firme avviata dall'amministrazione comunale. Sono lì nonostante il virus ancora in circolazione e nonostante la nebbia.

Questa mattina, sabato 6 febbraio, il Comune di Mazzè sta raccogliendo le firme  per dire "no" al Deposito nazionale dei rifiuti nucleari che potrebbe sorgere a Mazzè, Rondissone e Caluso. La cosiddetta area To-10. 

Dopo il Consiglio comunale congiunto organizzato lo scorso 14 gennaio e la partecipazione al Consiglio regionale, i sindaci Marco Formia (Mazzè), Antonio Magnone (Rondissone) e Maria Rosa Cena (Caluso) scendono in piazza per chiedere il sostegno alla popolazione. Solo in questo modo, la delibera approvata in Consiglio comunale potrà essere sottoscritta da più persone possibili.

A far discutere non è solo la localizzazione dell'area, inserita in un territorio agricolo patria di eccellenze agricole biologiche, vitivinicole, naturalistiche ed enogastronomiche, ma anche il fatto che, all'interno del Deposito verranno stoccati anche rifiuti a media ed alta intensità.

Secondo quanto descritto da Sogin, la Società di Stato incaricata dal Governo di occuparsi dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, il Deposito unico occuperà circa 150 ettari, di cui 40 saranno destinati al Parco Tecnologico, dedicato alla ricerca scientifica. Gli altri 110 ettari costituiranno il vero e proprio deposito. In sostanza, i rifiuti a molto bassa e bassa attività verranno inseriti e cementati in moduli di calcestruzzo speciale, progettati per durare 350 anni. La struttura che ricoprirà i contenitori verrà realizzata cn strati di diversi materiali per impedire infiltrazioni di acque piovane, isolare i rifiuti dall'ambiente e migliorare l'impatto visivo della struttura.

Quattro edifici saranno dedicati allo stoccaggio temporaneo di rifiuti a media ed alta radioattività, in attesa del loro trasferimento ad un deposito geologico.

"Tanti concittadini, tanto entusiasmo e volontà di dimostrare che Mazzè c'è", le prime parole del Comune.

Antonia Gorgoglione

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