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Politica | 18 giugno 2020, 17:22

Bongioanni (FdI): “Tuteliamo chi vive e lavora in montagna. La Regione deve ridisegnare il sistema di rimborso danni a favore degli operatori danneggiati dagli attacchi dei lupi”

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia: “Stiamo rischiando di perdere il patrimonio dei nostri allevatori e dei nostri pastori”

Bongioanni (FdI): “Tuteliamo chi vive e lavora in montagna. La Regione deve ridisegnare il sistema di rimborso danni a favore degli operatori danneggiati dagli attacchi dei lupi”

La sempre più stabile presenza del lupo causa danni per gli allevatori che investono lavoro e risorse economiche. Per il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Paolo Bongioanni: “È necessario trovare modalità di risarcimento efficaci e immediate da parte della Regione Piemonte”.

“Mettere l'uomo al centro dell'ambiente è fondamentale in quanto l'accresciuta presenza del lupo sulle nostre montagne ha creato disagi economici e psicologici agli allevatori. Con questo – dice Bongioanni – non voglio dire che bisogna abbattere i lupi ma ascoltare chi la montagna la vive, chi abita in pianura non conosce tutte le problematiche per poter legiferare in modo adeguato. Bisogna mettere gli allevatori in condizioni di difendersi e di essere risarciti in modo più semplice ed immediato, in quanto i metodi attuali prevedono tempi lunghi e farraginosi tramite rimborsi assicurativi”.

E’dal 1994 che il lupo è tornato con il primo avvistamento nel Parco Naturale del Marguareis nelle nostre montagne, e la sua popolazione è aumentata in modo quasi esponenziale negli ultimi anni.

Bongionanni afferma: “Non Chiedo l’abbattimento od il contenimento dei lupi, ma il rispetto dei pastori e allevatori che vivono e lavorano in montagna e ai quali tutti dobbiamo dire grazie per il presidio dei nostri territori svantaggiati. Non si può ammettere la distruzione di questo patrimonio, frutto del loro duro lavoro e quindi devono essere risarciti in modo efficace ed immediato”.

Dal 1997 fino al 2005 c’era un tariffario unico per i bovini a seconda della razza, per ovini e caprini e il risarcimento veniva erogato attraverso un fondo di solidarietà abbastanza veloce, costituito dalla Provincia e altri enti. Dal 2006 si è passato ad un sistema di risarscimento regionale che veniva aggiornato annualmente, finanziato con risorse della Regione Piemonte, pubblicato come D.G.R e affidato all’ente Parco.

Infine, dal 2012 la Regione ha incaricato il CO.SM.AN (Consorzio di smaltimento rifiuti di origine animale) di produrre una polizza assicurativa ad adesione volontaria per la copertura degli eventi predatori. A tale polizza possono aderire solo gli allevatori residenti in Piemonte, quindi chi arriva da fuori non potrà essere risarcito in caso di predazione. Il risarcimento riguarda unicamente il danno diretto: vengono risarciti capi appartenenti al patrimonio genetico morti, feriti, dispersi a seguito di un evento predatorio. L’indennizzo per le diverse categorie di età è stabilito forfettariamente nella poliza.

“L’attuale sistema di assicurazione è troppo burocratico e riduttivo rispetto alla moltitudine dei fatti che accadono, infatti molti danni non vengono denunciati dai pastori a causa delle numerose e complesse procedure burocratiche e allo stesso tempo è inimmaginabile pensare che i pastori possano venire a puntuale conoscenza dei bandi pubblicati della Regione Piemonte.

La Regione – conclude Paolo l'esponente di FdI - deve trovare una soluzione differente e dare una risposta immediata, a favore degli operatori danneggiati dagli attacchi dei grandi predatori”.

comunicato stampa

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