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Politica | 05 maggio 2020, 17:02

Anche le mense scolastiche nel voucher per lo studio: la Regione dice no

La proposta di Grimaldi era appoggiata da tutta l'opposizione, ma ha raccolto l'astensione della maggioranza Chiorino: "Difficile applicarla". Il capogruppo di Leu: "Una ritorsione che colpisce il diritto a un'alimentazione sana"

Anche le mense scolastiche nel voucher per lo studio: la Regione dice no

Con l’astensione della maggioranza e il voto favorevole dell’opposizione, il Consiglio regionale ha respinto la proposta di legge che puntava a inserire anche le mense scolastiche tra le spese coperte dall’assegno di studio (il cosiddetto voucher). A presentarla, Marco Grimaldi (Luv) che avrebbe voluto modificare in questo senso l’attuale legge “Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa”. L’assessore all’istruzione Elena Chiorino, pur manifestando “consenso di massima per le finalità perseguite dal Ddl”, ne ha però sottolineato la “difficile applicabilità. In questo modo si causerebbe un appesantimento della procedura a carico dei Comuni, visto che bisognerebbe rimodulare tutte le quote di finanziamento della legge attualmente in vigore. Il sistema dei voucher implica delle complessità, non sono questi i termini in cui garantiremo a tutti questa possibilità". L'assessore ha quindi dato parere negativo sul provvedimento.

“Il diritto a una sana e buona alimentazione – aveva ricordato Grimaldi - sancito dall’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei diritti umani, è fondamentale non solo sotto l’aspetto della salute, ma anche dal punto di vista educativo. In base al medesimo articolo della Dichiarazione, tutti i bambini devono godere della stessa protezione sociale, il che si riferisce quindi anche all’alimentazione”.

Il Partito Democratico, con Daniele Valle, aveva manifestato consenso per la Pdl, così come tutti i partiti di opposizione: “Si può qualificare meglio la spesa già esistente per raggiungere una migliore soddisfazione della cittadinanza”, aveva chiarito Valle. “Le rigidità dello strumento del voucher – aveva aggiunto – talvolta non permettono di utilizzarlo appieno, anche se i risultati sono già buoni”. D’accordo anche Maurizio Marello (Pd), Mario Giaccone (Monviso), Francesca Frediani (M5s).

“Purtroppo questa mi sembra solamente una forma di ritorsione: peccato che per colpire me si sia deciso di colpire il diritto a una sana e buona alimentazione, che invece deve essere parte del diritto allo studio anche per il suo valore educativo”, commenta Grimaldi.

 

redazione

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