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Torino | 25 dicembre 2019, 07:00

Cultura che scopri, Natale che trovi: come lo festeggiano le comunità straniere a Torino e nel Mondo?

La tradizione italiana prevede giorni di intensi festeggiamenti in famiglia, circondati da immense tavole imbandite di cibo. Pensiamo mai a come si festeggia il Natale nel mondo?

Cultura che scopri, Natale che trovi: come lo festeggiano le comunità straniere a Torino e nel Mondo?

Il Natale è la festa più sentita e amata nella maggior parte del mondo da adulti e bambini. Nel periodo dell’Avvento le città si riempiono di luci colorate, l’atmosfera diventa calorosa e accogliente, mercatini di diversi tipi sorgono nelle piazze principali delle città, si percepisce una certa allegria. Insomma, il famoso detto “A Natale siamo tutti più buoni!” ha del vero. 

La tradizione italiana prevede giorni di intensi festeggiamenti in famiglia, circondati da immense tavole imbandite di cibo: pesce alla Vigilia e carne al pranzo del venticinque! Il momento più atteso è lo scambio dei regali, concludendo con la messa di Mezzanotte per festeggiare la nascita di Gesù Bambino. Il trentuno appuntamento con il cenone gustato ascoltando il discorso del Presidente della Repubblica in tv mentre si aspetta la mezzanotte. “L’Epifania tutte le feste si porta via”, ma la calza piena di dolcetti e carbone è un must al quale non si può rinunciare, nonostante le pance piene dei giorni passati. In Italia, da regione a regione, i festeggiamenti cambiano a seconda della tradizione popolare. Pensiamo mai a come si festeggia il Natale nel mondo? E il Natale del mondo come viene festeggiato a Torino? 

Le migrazioni sono viaggio di culture che si incontrano e si arricchiscono a vicenda. Alcuni membri e volti importanti delle comunità straniere di Torino hanno voluto condividere con noi i loro festeggiamenti natalizi.

America Latina: La Cioccolata Natalizia del Bambino Peruviano, parla il Console Generale Cesar Jordàn Palomino 

I peruviani si riconoscono in ben oltre il 90% come cristiani. Il Natale è una tradizione molto importante, soprattutto per la riunione familiare. Introdotto dalla conquista europea ma arricchito dalle tradizioni andine, il Natale peruviano ha il suo apice alla cena della vigilia di Natale del 24 dicembre, dove a mezzanotte si scambiano saluti e regali. L'arrivo del bambino Gesù viene ricordato e la sua immagine viene messa nel presepe. I bambini ricevono il loro regalo ai piedi dell'albero di Natale. La cena comprende tacchino o maiale, “tamales”, vari contorni e cioccolata e panettone, con il Perù che diventa il primo consumatore al mondo di questo dolce di origine italiana. I peruviani hanno portato le loro tradizioni natalizie in tutto il mondo. Uno di quest’è la “Cioccolata Natalizia”, rivolto ai più piccoli della comunità. A Torino, sabato 14 dicembre, organizzato dal gruppo di “Damas Peruanas” e sponsorizzato dal Consolato Generale del Perù di quella città e da ristoranti peruviani ed aziende, si è tenuta la tradizionale Cioccolata Natalizia del Bambino Peruviano. Più di un centinaio di bambini peruviani con i suoi genitori si sono goduti una mattinata piena di colore e gioia natalizia con spettacoli di clown, pupazzi e personaggi natalizi, nonché cioccolata e panettone tradizionale, insieme a regali di giocattoli e dolci peruviani. Allo stesso modo, sono state fornite informazioni sul processo consolare della documentazione peruviana per i bambini peruviani nati in Italia.

Unione Europea: Lo Julbord, parla la Console Onoraria di Svezia Giovanna Ardoino 

Hai mai sentito parlare dello Julbord?

Lo Julbord (che si pronuncia iulbud) è il buffet natalizio svedese che viene consumato in ogni casa la sera del 24 dicembre, con gli amici nei weekend dell’Avvento, e con i colleghi di lavoro anche durante la settimana. E’ una tradizione molto sentita in Svezia e nei giorni che precedono la Vigilia c’è un grande fermento nelle case. Mamme, nonne e figlie concentrano tutte le loro energie nella preparazione dei piatti tipici che compongono lo Julbord. Gli svedesi sono molto precisi e meticolosi e anche il buffet di Natale deve seguire regole ben precise. Ci devono essere cinque portate, i piatti devono essere sempre puliti per servirsi – non esiste che si riutilizzi lo stesso piatto! – e non devono mai mancare birra e acquavite. Lo Julbord si suddivide in tre grossi gruppi di piatti che vanno mangiati in sequenza. Il primo gruppo è composto dalle aringhe – sia in salamoia che accompagnate da salse – e dal salmone affumicato. Questi pesci vanno mangiati insieme alle patate bollite e alle uova sode bevendoci su dell’acquavite. Il secondo gruppo è formato dagli affettati come il prosciutto di Natale e la salsiccia di renna accompagnati dal pane croccante knäckebröd. Il terzo gruppo è quello dei piatti caldi in cui si trovano le famose polpettine kottbullar, l’arrosto di maiale, wurstel, salsicce e lo janssons frestelse (un pasticcio di patate, cipolle e sarde – o aringhe – al forno). Le verdure comprendono per lo più la rapa rossa. Si finisce poi con i dolci come il lussekatte (o lussebulle) (ciambella di pasta dolce, lievitata ed aromatizzata con zafferano ed uvetta, che può avere anche la forma a S), i pepparkakor (i biscotti allo zenzero e cannella), il risgrynsgröt (un budino di riso servito con frutti di bosco), annaffiati con bicchieri di gloegg, il vino aromatizzato bevuto caldo con mandorle e uvetta. Io ho avuto il piacere di partecipare a vari Julbord, uno a Stoccolma in occasione della riunione dei Consoli dell’Area del Maditerraneo, e vari in occasione della cena di Gala di Santa Lucia dell’Assosvezia. Un’esperienza culinaria e conviviale che secondo me va provata almeno una volta nella vita. Partecipando a questi buffet natalizi ci si sente parte integrante di una tradizione di un popolo meraviglioso che a dispetto del luogo comune è molto più caldo di quello che si possa immaginare. Viva lo Julbord, viva il Natale, viva la Svezia!

La Vasilopita in Grecia: la moneta nascosta è di buon auspicio per il nuovo anno

La Grecia ha le proprie tradizioni natalizie che si diffondono in quasi tutti i Paesi Balcanici. In particolare, ci sono due peculiarità dei festeggiamenti natalizi. La prima, piuttosto che addobbare il classico albero di Natale, viene addobbata una barca. Originariamente venivano agghindate di lucine e ghirlande barche vere e proprie, mentre nelle case, invece, si decoravano modellini di barca in legno. La seconda tradizione tipica della cultura ellenica è la Kàlanda. Nei giorni della Vigilia, sia di Natale che di Capodanno, gruppi di bambini vanno in giro con dei triangoli di ferro e suonano alle porte delle case, cantando canzoni e filastrocche natalizie, che prendono il nome dell’usanza stressa, ovvero Kàlanda. I proprietari delle case, dopo aver ascoltato le voci bianche dei bambini, gli donano dolcetti, caramelle e soldini. 

Infine, per il Capodanno, è solito celebrare il taglio della Vasilopita, ovvero il dolce del Re (un’usanza simile si festeggia anche in Francia – La Galette des Rois). Si tratta di una torta che al suo interno nasconde una monetica, simbolo di buon auspicio per il nuovo anno. In Grecia il taglio della Vasilopita non avviene solo nelle case, ma anche negli uffici, nelle scuole, nelle associazioni viene celebrata questa tradizione. Per tale ragione, i festeggiamenti vengono protratti fino a febbraio! Inoltre, il dolce viene benedetto dalla Chiesa. A Torino, L’Associazione Piemonte-Grecia Santorre di Santarosa organizza la celebrazione del taglio della Vasilopita ogni anno. Prossimo appuntamento l’11 gennaio nella sede. 

Africa: Nigeria e Eritrea

In Eritrea, di credo cattolico ortodosso, il Natale viene festeggiato nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Ogni anno, i membri dell’Associazione Culturale Eritrei del Piemonte, a Torino, si riuniscono il 6 gennaio per condividere, insieme anche agli etiopi, questa festa. Viene preparato per l’occasione l’injera, un pane che viene lasciato fermentare naturalmente per quattro o cinque giorni. 

La Nigeria festeggia il Natale nelle date tradizionali. Il ventiquattro sera le famiglie del villaggio si riuniscono senza considerare differenze di culto e di età perché tutto ciò che conta è stare insieme. Il Natale è un periodo dell’anno importante perché considerato di buon augurio. Si scambiano regali di vario tipo, molto spesso si tratta di cibi cotti o crudi o abiti per i bambini. I giorni più importanti, però, sono i giorni precedenti alle feste natalizie, ovvero i giorni dei preparativi. Le ragazze ballano, cantano a ritmo delle melodie suonate con i tamburi. Essendo una tradizione legata alla fede, è pensiero comune festeggiarla al meglio e in grande.  

Giulia Amodeo

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