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Attualità | 26 marzo 2020, 16:50

Dal Cal via libera condizionato alla legge sulle derivazioni idroelettriche

Marnati: "“Nessuna decisione sarà calata dall’alto - ha sottolineato -, il provvedimento va approvato entro il 31 marzo per non incorrere nelle procedure di infrazione europea, ma i criteri per il rinnovo delle concessioni saranno definiti tenendo conto delle specificità dei territori, delle tante osservazioni pervenute e di quanto emergerà nel tavolo di confronto”

Dal Cal via libera condizionato alla legge sulle derivazioni idroelettriche

Parere favorevole a maggioranza da parte del Consiglio delle autonomie locali (Cal) al disegno di legge della Giunta regionale per l’assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche, condizionato all’accoglimento delle numerose osservazioni pervenute da parte delle associazioni. L’assemblea, presieduta da Davide Crovella, si è svolta in videoconferenza, come già avvenuto per i lavori d’Aula e quelli delle Commissioni: l’attività legislativa del Consiglio prosegue dunque da remoto e grazie allo smart working, cui si è fatto ricorso a causa dell’emergenza coronavirus.

Il Cal ha inoltre condizionato il parere all’istituzione al più presto di un tavolo tecnico-politico per effettuare tutti gli approfondimenti necessari alla stesura dei regolamenti e degli atti attuativi, con il pieno coinvolgimento delle Province e della Città metropolitana. 

Un impegno che l’assessore regionale all’Energia Matteo Marnati si è assunto, dando piena disponibilità a definire un cronoprogramma di incontri per approfondire tutti i temi sollevati. “Nessuna decisione sarà calata dall’alto - ha sottolineato -, il provvedimento va approvato entro il 31 marzo per non incorrere nelle procedure di infrazione europea, ma i criteri per il rinnovo delle concessioni saranno definiti tenendo conto delle specificità dei territori, delle tante osservazioni pervenute e di quanto emergerà nel tavolo di confronto”. 

Un provvedimento importante sia sotto il profilo economico che ambientale e che inciderà soprattutto sui territori montani e pedemontani dove si concentrano gli invasi. La Regione dovrà riassegnare 67 concessioni che storicamente erano in capo allo Stato, il primo passo verso la gestione autonoma di dighe e invasi utilizzati per la produzione di energia. Il dispositivo è composto da 23 articoli destinati a disciplinare il settore dopo il passaggio dal Demanio alle Regioni delle infrastrutture. Saranno però soltanto le concessioni superiori a 3.000 kw quelle da riassegnare con bandi di evidenza pubblica. Undici di queste sono scadute e le procedure di assegnazione dovranno partire entro il 2022.

Comunicato stampa

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