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Economia e lavoro | 25 marzo 2020, 12:07

Coronavirus nelle fabbriche, Grimaldi (LUV): "Ancora troppe attività aperte e molti atteggiamenti irresponsabili da parte delle imprese"

Il consigliere regionale di Liberi Uguali Verdi si scaglia contro Amazon e rivolge un appello per le collaboratrici domestiche: "Col nuovo accordo fra Governo e sindacati cambi tutto"

Coronavirus nelle fabbriche, Grimaldi (LUV): "Ancora troppe attività aperte e molti atteggiamenti irresponsabili da parte delle imprese"

“Secondo i dati resi noti dalla Cgil, A Torino su 270mila aziende, 122 mila possono restare aperte in base ai codici Ateco stabiliti dall'ultimo decreto. Solo queste aziende occupano 400 mila lavoratori, oltre la metà dei 700 mila complessivi”, dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi.

“La sospensione che si attendeva è tutt'altro che quasi totale, per cui il nuovo confronto appena avvenuto fra Governo e sindacati confederali, per rivedere le attività indispensabili, era necessario. Capisco lo sconforto degli imprenditori, ma penso che, a maggior ragione di fronte a questi dati impressionanti, inondare le prefetture di richieste per evitare di abbassare le saracinesche, ammassarsi in coda alla Camera di commercio per cambiare il codice Ateco pur di rientrare tra i 'servizi essenziali', o semplicemente non applicare le necessarie misure di sicurezza siano atteggiamenti di incoscienza e irresponsabilità".

"Ricordiamoci sempre che non sono loro (gli imprenditori angosciati dalla tenuta dell'economia) ma altri a rischiare il contagio nelle linee delle fabbriche. Il colosso Amazon - per fare solo un esempio eclatante - sostiene di avere fatto tutto il possibile per igiene e sicurezza, quando invece i lavoratori raccontano di assembramenti in entrata e uscita dal proprio turno, assenza di dispositivi di protezione, insufficienti modifiche strutturali. Soprattutto, la multinazionale rifiuta di fermare le produzioni non essenziali, creando lei stessa le condizioni per quella grande e pericolosa concentrazione di persone al cambio turno".

"Ridurre le consegne non basta se non si limita l'attività di chi tratta gli ordini in azienda, e Amazon lo sa benissimo, eppure lascia ai lavoratori la responsabilità
civile di fermarsi per limitare il contagio. Una vergogna vera. Mi auguro dunque - conclude Grimaldi - che con la nuova intesa appena siglata si riduca davvero al minimo il numero di lavoratori e lavoratrici esposti”.

Comunicato Stampa

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