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Economia e lavoro | 19 marzo 2020, 15:25

Coronavirus, la preoccupazione degli autisti Gtt: “Mezzi strapieni, chiediamo di lavorare in sicurezza”

Le riunioni con l’azienda per garantire la sicurezza sono costanti, ma tra i dipendenti filtra la preoccupazione per la gestione del servizio. Tanti gli autisti in malattia

Coronavirus, la preoccupazione degli autisti Gtt: “Mezzi strapieni, chiediamo di lavorare in sicurezza”

Monta la rabbia e cresce il timore tra gli autisti di Gtt. In un periodo particolarmente delicato come quello contraddistinto dal Coronavirus, il lavoro di chi si preoccupa di garantire un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico non si ferma. Anzi.

In prima linea vi sono i conducenti dei mezzi, che molto spesso si ritrovano a guidare bus o tram strapieni, avendo chiaramente l’azienda ridotto le corse e sospeso alcune linee a seguito di un drastico calo dei passeggeri. La richiesta degli autisti è chiara: “Vogliamo lavorare in condizioni di sicurezza”. Nonostante un confronto serrato e quasi quotidiano con Gtt e Agenzia della Mobilità Metropolitana, il sindacato Usb denuncia diverse criticità: dalla misurazione della febbre ridotta all’inutilità delle corse notturne, passando per i mezzi pieni in orari di punta e una gestione dei turni piuttosto difficoltosa, i problemi sono tanti.

“Abbiamo firmato un protocollo che prevedeva la sanificazione dei depositi con vaporizzazione, ma questo non è avvenuto. Lo stesso vale per le sale del personale e i distributori automatici che dovevano essere chiusi e sono aperti” denuncia Michele Schifone, segretario di Usb preoccupato per la sicurezza degli autisti.  Uno dei timori più grandi è ovviamente quello della salute, la paura di contrarre il virus: “Spesso chi conduce il pullman guida un bus strapieno. E’ normale, la riduzione delle corse fa si che molte persone si assembrino alla fermata e poi salgano sul mezzo”. “Oltre al rischio sanitario- prosegue Schifone - vi è poi quello di potenziali aggressioni. Qualcuno se la prende con gli autisti per la lunga attesa”. 

Un altro aspetto che fa particolarmente discutere è poi quello relativo alla temperatura misurata agli autisti. “La rilevazione avviene solamente in due fasce orarie:  8-10 e 12-15. E tutti gli altri? Per loro la regola non vale” si chiede Schifone. Il sindacalista chiede una revisione dei turni e degli orari delle corse, sebbene ora sia un problema a causa dello stop forzato per il personale dell’ufficio preposto. “Le corse notturne sono vuote, quelle negli orari di punta prese d’assalto”. Questa la situazione sottolineata dal sindacato.

Fermare il lavoro, d’altra parte, è impossibile o si configurerebbe il reato di interruzione di pubblico servizio. Lo stesso vale per gli scioperi, che non possono essere proclamati sino al 31 marzo. A fotografare la situazione di insofferenza e preoccupazione, un dato facilmente interpretabile: dei 350 dipendenti presenti al Gerbido, 95 sono in malattia. Dei circa 360 presenti a Venaria, invece, in 120 hanno presentato un certificato del medico della mutua. Insomma, un’evidente condizione di paura, ancora presente nonostante gli sforzi messi in campo da Gtt per garantire ai suoi dipendenti ambienti di lavoro il più sicuri possibile.

Chi chiede una soluzione radicale è il consigliere comunale Raffaele Petrarulo: “Per quale motivo oggi non si possono bloccare i mezzi pubblici,  visto anche l'alto numero dei contagi che c'è in in atto?”. “Considerando anche che gli stessi mezzi non permettono di garantire  la distanza di un metro tra le persone viaggianti al suo interno, di cui molte senza mascherina e guanti, credo serva il pugno di ferro” ha poi concluso Petrarulo.

Andrea Parisotto

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