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Economia e lavoro | 05 febbraio 2019, 15:00

Giocare al computer a ogni età? Nella giusta dose, non fa male!

Nella vita esiste anche il divertimento, quello puro e fine a sé stesso. Anche questo fa parte del pacchetto “felicità” che bisogna coltivare per sé stessi

Giocare al computer a ogni età? Nella giusta dose, non fa male!

Ci sono molte cose che dosate non fanno male, ma che portate all’eccesso possono costituire un pericolo. I videogames sono una di queste. Fare una crociata contro i giochi al computer non è una cosa che ha molto senso, anche perché non tutto quello che si fa, lo si fa con l’obiettivo di fare qualcosa di costruttivo o di imparare. Nella vita esiste anche il divertimento, quello puro e fine a sé stesso. Anche questo fa parte del pacchetto “felicità” che bisogna coltivare per sé stessi.

Si tratta in un certo modo di allenare la mente, di svagarsi, di pensare ad altro rispetto alla quotidianità. Anche se si tratta di una sorta di mondo virtuale distante dalla realtà, i videogiochi possono dare la loro soddisfazione. In tutto questo è tuttavia fondamentale la giusta misura: giocare troppo tempo può portare all’isolamento sociale, che di certo non ha nulla di positivo. Questo vale sia per i ragazzi che per gli adulti.

Giochi per grandi e giochi per piccoli

Se ovviamente i primi li vediamo connessi a giochi di ruolo fantasy o sportivi, gli adulti cercano spesso e volentieri sfide testa a testa a carte o ad altri giochi in cui si mettono in gioco più le abilità mentali che le capacità di maneggiare un joystick.

Un esempio? Si può sfruttare su Auraweb.it la versione gratuita dei giochi dei casinò Snai per provare una serie di giochi più mentali che pratici. Questi bonus gratuiti consentono di divertirsi senza giocare un euro. È chiaro che in tal caso, tuttavia, non è detto che vi sia la possibilità di rapportarsi con altri player reali, cosa che a qualcuno potrebbe dispiacere.

I ragazzi, al contrario dei grandi, preferiscono giochi dinamici dove ci sono nella maggior parte dei casi vere e proprie chat di gruppo dove si interagisce con altri giocatori in quel momento online. Anche se la socializzazione sul web non deve ovviamente sostituire quella nel mondo reale.

È anche vero che ha anche i suoi aspetti positivi: è dimostrato che i videogiochi possono infatti anche migliorare le capacità cognitive, la memoria, il ragionamento (Associazione americana psicologi Apa). Il buonumore e la capacità di superare la sconfitta aiuterebbero anch’essi. Quello che bisogna tenere sott’occhio nel caso della gioventù sono la tipologia di giochi: quelli troppo violenti in effetti sarebbero da lasciar perdere.

Videogames? Non sono da demonizzare

Ci sono oggi centri riabilitativi, come la Fondazione S. Lucia di Roma che hanno inserito fra i percorsi riabilitativi dei malati di Parkinson la consolle Wii, uno dei videogiochi più gettonati oggi. Questo, benché un esempio speciale e isolato, dimostra come i videogames non siano poi così catastrofici come molti pensano.

È ovvio che anche i medici sottolineano come i giochi non debbano tuttavia sostituirsi a una buona attività sociale per mantenere la mente attiva. Insomma pare proprio che demonizzare su tutta la linea i videogames non sia poi così giusto. Con l’orologio alla mano e un controllo sui tempi, anche i videogames possono portare i loro vantaggi.

ip

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