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| 24 maggio 2018, 17:10

Caluso, le storie e le voci intorno alla tragedia del treno deragliato (VIDEO)

C'è chi chiede maggiore attenzione per le tratte minori, invece che per la Tav, chi reclama maggiore cura per operazioni del genere. E chi, dal bancone del bar, non si aspettava così tanta gente in Paese

Caluso, le storie e le voci intorno alla tragedia del treno deragliato (VIDEO)

Attorno alle decine di persone - Vigili del Fuoco, tecnici e forze dell'ordine - che dalla notte tra mercoledì e giovedì lavorano senza sosta lungo quel maledetto tratto di binari che ha portato morte e feriti a Caluso, ci sono tanti altri mondi che si sfiorano e si intrecciano. E che, a modo loro, sono parte di un universo di provincia che è stato letteralmente sconvolto dallo schianto di questa notte.

Caluso, terra dell'Erbaluce e poco più. Un puntino sulla carta geografica del Piemonte che da Torino guarda la valle d'Aosta. Gente che di treni, su quella linea, ne vede passare tanti ogni giorno. E che oggi è di fatto cinta d'assedio da mezzi di soccorso e telecamere, taccuini, registratori e uomini in divisa.

Antonio, per esempio, vive da sempre tra queste strade in mezzo alla campagna. Ha un accento che tradisce origini meridionali, ma la sua vita è qui. "E' incredibile come si parli tanto di Tav, di alta velocità. Ma poi si permette che succedano queste tragedie. La gente non ha lavoro, in realtà di lavoro ce ne sarebbe: la manutenzione a queste tratte periferiche, ma che sono importanti per tante persone che vivono qui". Non è la prima volta che ci sono problemi e intoppi, anche se meno gravi di questi. "Qualche settimana fa le sbarre del passaggio a livello sono rimaste bloccate, in basso, per parecchio tempo. E così si sono formate code lunghissime con auto incolonnate".

Gianni, invece, ha 80 anni. Molti dei quali trascorsi come capo cantiere all'Ilva di Taranto. Ma nella sua vita, per lavoro, ha viaggiato. E' stato all'estero. Addirittura nella Romania di Ceaușescu. Guardando la carcassa del treno e quella del camion che trasportava il carico speciale scuote la testa: "Una volta, per operazioni di questo genere, la scorta era operata sempre dalla Polizia. Adesso si affidano a privati e il risultato è questo. La scorta doveva passare prima da questo tratto di strada così complicato, magari il giorno prima. E si sarebbe accorto che non era facile passare di qui, con un carico così ingombrante e pesante".

E in mezzo a coloro che osservano un mondo che improvvisamente ha preso a scorrere a velocità tripla rispetto al solito c'è la titolare del bar-trattoria che si trova lungo la strada principale di Are', la frazione di Caluso che è separata dal centro abitato principale proprio dal passaggio a livello che attraversa la ferrovia. "Siamo arrivati questa mattina alle 5 per aprire, al massimo le 5.30 e non sapevamo nulla. Ci siamo subito accorti che era successo qualcosa di grave e hanno chiuso le strade di accesso. Abbiamo addirittura pensato che tanto valeva chiudere, per oggi".

E invece: passanti, curiosi, ma anche tecnici, forze dell'ordine e giornalisi. Le due sale della trattoria sono completamente esaurite e per le due giovani cameriere (così come in cucina) i ritmi sono decisamente sopra le righe. Una pausa, prima di tornare a lavorare intorno a una tragedia che ha sconvolto tutto un territorio. "E pensare - sospira - che ci siamo anche tenuti bassi con le dosi per la cucina. Non avremmo mai pensato di veder entrare così tanta gente da quella porta".

Massimiliano Sciullo

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