Al via oggi in Tribunale a Ivrea l’udienza preliminare per la strage di Brandizzo, nel torinese, dove la notte tra il 30 e il 31 agosto di tre anni fa morirono investiti dal un treno cinque operai della Sigifer che stavano lavorando sui binari, Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo Saverio Giuseppe Lombardo e Giuseppe Aversa.
Ventiquattro indagati, di cui 21 persone fisiche e tre società, che questa mattina si presenteranno al gip per rispondere a vario titolo di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, oltre alle contestazioni legate alle normative inerenti la sicurezza sul lavoro. Gran parte dell’udienza di oggi sara’ dedicata alla costituzione delle parti civili, tra queste hanno gia’ annunciato l’intenzione di presentarsi il Comune di Brandizzo, l'associazione Sicurezza e Lavoro, la Fillea, la Filt Cgil, e la Uil.
"Vogliamo giustizia"
A Palazzo di Giustizia, poco prima delle 10, sono arrivati alla spicciolata anche i familiari delle vittime. Tra gli ultimi ad arrivare in tribunale a Ivrea dove sono state allestite due aule videocollegate, una per imputati e i loro legali, l’altra le persone offese con i loro legali”. Lidia Orastella, mamma di Giuseppe Aversa. “Come stiamo? male - risponde ai cronisti che l’avvicinano e prima di entrare in aula ribadisce: “vogliamo giustizia”.
"5 operai morti in nome del profitto"
Ed in occasione dell'udienza preliminare davanti al tribunale di Ivrea è in corso un presidio di alcune decine di persone, durante il quale sono stati esposti diversi striscioni tra cui uno con la scritta: "Non dimenticare Brandizzo: 5 operai morti in nome del profitto’. E’ uno degli striscioni affissi davanti al tribunale di Ivrea dove oggi si apre l’udienza preliminare per la strage di Brandizzo in cui nella notte tra il 30 e 31 agosto del 2023 persero la vita 5 operai travolti da un treno mentre stavano lavorando sui binari. Tra i presenti alla protesta l’associazione familiari di Viareggio ‘Il mondo che vorrei’.
“Oggi comincia un ulteriore calvario oltre al dolore che devono sopportare per la perdita di un loro caro, siamo qui per portare la nostra solidarietà, la nostra vicinanza perché sappiamo quanto è importante in momenti come questi avere qualcuno accanto per sentirsi un po’ meno soli - sottolinea Daniela Rombi a nome dell’associazione familiari Viareggio ‘Il mondo che vorrei’ che nella strage del 2009 perse la figlia - per noi il calvario è durato 17 anni, quindi avranno bisogno sempre di qualcuno che li sostenga. Noi glielo avevamo promesso il 30 agosto quando eravamo a Brandizzo e oggi siamo qui per fare loro una carezza”.













