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Economia e lavoro | 09 febbraio 2024, 08:30

Guggenheim celebra Anselmo

A Bilbao il ricordo dell’artista scomparso prima di Natale. Presenti la sorella Sally Paola e illustri collezionisti italiani.

Guggenheim celebra Anselmo

È stata inaugurata a Bilbao, nella prestigiosa sede della Fondazione Guggenheim, la mostra di Giovanni Anselmo “Oltre l’Orizzonte” (Beyond the Horizon).

È la prima volta che la prestigiosa fondazione spagnola dedica ad un Artista vivente una mostra di questo tipo, mostra alla quale la curatrice Gloria Moure ha lavorato direttamente con il Maestro che purtroppo, scomparso improvvisamente poco più di un mese fa, non vedrà.

Sono una cinquantina le opere che hanno lo scopo di rappresentare il pensiero partito da Torino e apprezzato, man mano che veniva conosciuto, in tutti gli ambienti più avveduti e illustri del campo artistico mondiale.

Queste opere abbracciano trent’anni di creatività del Maestro, dal primo “Senza Titolo” del 1966, un sottile tondino di ferro infisso su un cubetto di legno e teso verso l’alto a sfidare la forza di gravità, al “Mentre Verso Oltremare il Colore solleva la Pietra” del 1995, composto da ventiquattro blocchi di granito ancorati alla parete sulla quale campeggia un rettangolo di pittura blu oltremare; quest’ultimo colore fu scelto dall’artista per l’intensa valenza evocativa della originaria, lontana e ignota provenienza dei minerali che fornivano ai grandi maestri dei secoli passati materia prima per questa sfumatura cromatica.

La ricerca espressiva di Giovanni Anselmo indaga l’Infinito, l’Invisibile, l’ucronicità del Tempo, l’Energia, il Movimento, la Tensione, l’instabilità dell’Equilibrio e il Tutto, e lo fa, anzi oggi, purtroppo, dobbiamo dire, l’ha fatto, in modo unico, forte, inequivocabile, con la crudezza dei materiali usati e la sobrietà di colori scelti che non concedono spazi a frivolezze o distrazioni.

“La costante che ha guidato e dato forza a questa sua ricerca” ha dichiarato la sorella dell’Artista, la professoressa Sally Paola Anselmo Pinottini (presidente di Narciso, galleria d’arte di Torino di rilevanza internazionale) “è la consapevolezza degli umani limiti terreni che si fermano di fronte a questi concetti irraggiungibili”.

Ecco che nel ventaglio di opere, sapientemente scelte dalla curatrice Gloria Moure, in costante dialogo con l’Artista stesso nei mesi antecedenti alla morte, si coglie la poetica che le ha ispirate, focalizzata sui temi dell’energia dei campi magnetici che attraversa costantemente noi inconsapevoli.

“Energia” ha ancora ricordato la Anselmo Pinottini “che orienta l’Universo in una proiezione siderale, indicata dalla bussola, geniale strumento oggi del tutto familiare, nell’ineludibile precisione cognitiva della scansione dei ritmi di tempo e spazio”.

Già nel 1973 l’acuto intuito di Lea Vergine aveva colto quanto nelle opere di Anselmo premesse l’urgenza di spingersi al di là dei limiti terreni.

Questa mostra, con l’improvvisa scomparsa del Maestro, avvenuta lo scorso 18 dicembre, assume la veste di testimone artistico della coerenza e autenticità di vita, pensiero e lavoro creativo dell’uomo e dell’Artista che ora ha superato gli umani orizzonti raggiungendo l’infinito metaforico e spirituale.

Guardando la mostra e vivendo l’energia che si è respirata durante l’inaugurazione è sembrato che ci fosse un movimento universale messosi in moto mesi fa per accogliere nel suo Infinito Giovanni Anselmo: la preparazione della mostra alla Guggenheim di Bilbao, le “Luci d’Artista” volute dalla Fondazione Torino musei per Piazza Carlo Alberto e i tanti torinesi e collezionisti che hanno imprestato opere per questo evento, come la famiglia Lavazza, o presenti all’inaugurazione, come l’imprenditore Luca Baravalle, presidente di Fondazione Baravalle che, a latere dell’evento, ha dichiarato “ricordare già oggi Giovanni Anselmo, a poche settimane dalla sua scomparsa, con un evento di tale portata internazionale e grande valore per il mondo dell’arte, è sicuramente un omaggio che il Maestro merita, ed è anche motivo d’orgoglio per noi italiani e per una città come Torino da cui Anselmo è partito, con il garbo che lo contraddistingueva, per conquistare un posto indelebile nel panorama artistico mondiale”.

I.P.

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