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Politica | 15 marzo 2022, 17:08

Consiglio regionale, il rinnovo delle cariche fa scintille: FdI ricorre al Tar. Cirio: "Maggioranza al sicuro"

Nuovo Ufficio di Presidenza di nuovo nel mirino. Gallo (Pd): "Fratelli d'Italia contro la sua stessa maggioranza". Il M5S: "L'attacco è a tutto il Consiglio come istituzione". Grimaldi (Luv): "Qui si pretendono deleghe a colpi di ricatti e minacce. Uno spettacolo indegno"

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Consiglio regionale, il rinnovo delle cariche fa ancora discutere

Scricchiola la poltrona di Alberto Cirio: in Consiglio regionale sembrano infatti non avere fine le polemiche sull'elezione di rinnovo di metà mandato dell'Ufficio di Presidenza. La questione, che di certo non è tra quelle che tolgono il sonno ai cittadini, è però di grande rilevanza per gli equilibri della giunta del presidente Cirio e di tutta l'assemblea di Palazzo Lascaris.

Tanto che lo stesso governatore, assente in aula, si è sentito in dovere di rassicurare i piemontesi sulla tenuta del suo governo: "La maggioranza - ha detto - non scricchiola per nulla. Io sto lavorando, gli assessori stanno lavorando. Io mi occupo di governare il Piemonte, e il Piemonte lo stiamo governando in maniera compatta". 

Dai malumori fino al ricorso al Tar

Ma facciamo un passo indietro: entro fine dicembre il Consiglio avrebbe dovuto votare il nuovo Ufficio di Presidenza (UdP) della Regione. Votazione che ha creato qualche malumore tra i partiti della maggioranza che non si accordavano sui nomi, tanto che il voto è poi arrivato soltanto con un mese di ritardo. Risultato? UdP confermato in blocco, tranne che per i due membri delle opposizioni, Bertola e Salizzoni, sostituiti da Martinetti e Valle. Una scelta, quella della maggioranza, che ha tenuto fuori Fratelli d'Italia, premiando invece Lega e Forza Italia. Proprio dalla mancanza di un rappresentante di FdI sono iniziate le prime tensioni in maggioranza e nella giunta, che hanno portato al "rimpastino" di Cirio: nessun cambio di assessori ma ridistribuzione delle deleghe, con maggiori responsabilità all'FdI Maurizio Marrone.

Sembrava finita così, invece il capogruppo di Fratelli d'Italia Paolo Bongioanni ha comunicato di aver presentato ricorso al Tar proprio per contestare l'elezione dell'Ufficio di Presidenza con la scusa delle modalità anomale utilizzate (il voto tramite pec). Apriti cielo: oggi in aula si sono succeduti gli attacchi dei partiti di opposizione a Cirio - assente - e alla giunta, accusati di non aver più una maggioranza. Fino alla risposta di Cirio, arrivata dall'esterno (ha rilasciato ai giornali la dichiarazione riportata sopra al termine di una conferenza stampa su tutto un altro tema).

L'attacco del Pd: "Maggioranza in tribunale contro se stessa"

"E' la prima volta in 50 anni - ha commentato il vicepresidente di minoranza del Consiglio, Daniele Valle (Pd) - che una forza politica di maggioranza ricorre contro se stessa, contestando una decisione della maggioranza stessa. Il ricorso di Fratelli d'Italia rialza così il tiro dopo il rimpastino di Giunta perché si stanno per ridiscutere le presidenze delle Commissioni. La maggioranza che esce dall'Aula per entrare in tribunale è la dimostrazione che la politica ha concluso il suo compito".

Il M5S: "Inutile guerra di carte bollate"

"Lo scontro sulle poltrone interno alla maggioranza sfocia in una guerra di carte bollate, che mette in discussione l’Ufficio di Presidenza e il lavoro dei dipendenti del Consiglio", ha commentato il gruppo del Movimento 5 Stelle. "E' giusta quindi la decisione di portare in aula la discussione per rendere palese l’infimo livello dello scontro interno maggioranza, con una forza politica che porta in tribunale le votazioni del Consiglio regionale".

Grimaldi (Luv): "Spettacolo indecoroso"

È uno spettacolo indecoroso quello della maggioranza litigiosa su una poltrona. Non bastano le accuse reciproche, i ricatti, le minacce: tra Fratelli d'Italia e la Lega si è passati al livello successivo, il ricorso al Tribunale per risolvere beghe interne. Sì è perso completamente il senso e il rispetto delle istituzioni. Il fatto è di una gravità inaudita", ha invece dichiarato il capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.

Magliano: "Toccato punto più basso"

"Tocchiamo oggi il punto più basso a mia memoria nel rapporto tra una forza politica, il Consiglio, gli Uffici e i dipendenti del Consiglio Regionale", il commento, infine, di Silvio Magliano (Moderati). "Questo ricorso è prima di tutto l’espressione di una mancanza di fiducia nei confronti della professionalità degli Uffici e l’espressione di una frattura evidente all’interno della maggioranza, cosa che dovrebbe preoccupare i piemontesi".

Giaccone: "Il problema è il sistema di votazione o altro?"

"Il sistema di votazione è corretto o il ricorso dipende da altri motivi, come la mancata assegnazione di un posto nell'Ufficio di presidenza?", si è invece chiesto il Presidente della Lista Monviso, Mario Giaccone.

Bongioanni(FdI): "Ricorso notificato, non depositato"

"Il nostro ricorso è stato notificato al presidente Allasia, al presidente Cirio e ai componenti dell'Ufficio di presidenza, ma non è stato depositato, quindi tecnicamente al momento non esiste". Così il capogruppo di FdI Bongioanni si è 'giustificato' in Aula. "Il nostro provvedimento va nella direzione di salvaguardare le garanzie di segretezza del voto, perché riteniamo che il sistema adottato non lo faccia. Sono stato accusato di non rispettare il lavoro degli uffici del Consiglio regionale: non è vero, ma resta la nostra posizione su un sistema di voto che riteniamo fallace".

Non ero presente in aula, ma condivido appieno il voto contrario, espresso dalla mia collega Elena Chiorino all’odg di questa mattina sulla costituzione in giudizio della Regione sul ricorso alla votazione dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Non si tratta di beghe di poltrone come affermato strumentalmente dalla sinistra, ma di una posizione di salvaguardia della correttezza e legalità del voto espresso dall’aula, che Fratelli d’Italia ha sempre coerentemente difeso in ogni sede”, ha detto l’assessore regionale Maurizio Marrone. “L’auspicio è che un’eventuale sentenza possa essere evitata con la ripetizione del voto contestato, finalmente in presenza, come sempre richiesto da FdI”.

Le opposizioni espongono le foto dei consiglieri FdI

Prima dell'intervento di Bongioanni, le opposizioni avevano inscenato una protesta innalzando in Aula dei cartelli con volti dei tre consiglieri di Fratelli d'Italia: oltre allo stesso Bongioanni, Carlo Riva Vercellotti e Davide Nicco. "Il ricorso al Tar è l'ennesimo chiaro segnale dell’instabilità del governo regionale di centrodestra e delle fratture interne alla maggioranza", ha spiegato Raffaele Gallo (Pd). "Abbiamo voluto, pertanto, invitare gli esponenti di FdI in Consiglio regionale a trasferirsi nel vero posto che dovrebbero occupare: all’opposizione". La seduta è stata sospesa dal presidente Stefano Allasia per il tempo necessario al ritiro dei cartelli.

Il Consiglio farà ricorso

A fine discussione, con 38 voti favorevoli, un contrario e due non votanti, il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno che invita l’Ufficio di presidenza a esprimere parere favorevole alla costituzione in giudizio contro il ricorso al Tar annunciato da Bongioanni.

 

Daniele Angi

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