/ Scuola e formazione

Scuola e formazione | 31 agosto 2021, 07:00

Green pass e università: ecco come funziona dal 1° settembre negli atenei torinesi. Senza certificato, assenza ingiustificata

Nuove regole sia per l'accesso alle mense universitarie e alle aule studio, sia per l'ingresso negli atenei

persona che regge un green pass

Il green pass sarà utilizzato anche per l'accesso alle Università, alle mense e alle aule studio

La discussione si è sollevata, nei giorni prima di Ferragosto, a proposito delle mense aziendali e delle fabbriche (di grandi o piccole dimensioni). Ma il green pass si prepara a fare il suo ingresso anche in altri ambiti della quotidianità dei torinesi. E non solo. Per esempio nelle scuole. In particolare, nelle università. Con regolamenti e paletti che sono già stati fissati per tempo per prevenire il contagio da Covid quando tecnici, docenti e studenti torneranno alle normali attività. E una certezza: per i docenti e i lavoratori che non lo avranno, sarà conteggiata un'assenza ingiustificata. Con sospensione dello stipendio dopo 5 giorni. Controlli pure per gli studenti, con restrizioni per chi vuole usufruire della mensa o delle aule studio.


UniTo: Green pass obbligatorio fino al 31 dicembre

"A far data dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 tutto il personale universitario, sia docente che tecnico amministrativo, deve essere in possesso ed è tenuto ad esibire la certificazione verde COVID-19", è quanto recita il regolamento - diffuso ormai da quasi un mese - dall'Università di Torino. "Il mancato rispetto di tali obblighi ha come conseguenza che il personale è considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, tenuto conto delle caratteristiche e delle specificità della prestazione lavorativa del personale docente, da un lato, e tecnico amministrativo, dall’altro, il rapporto di lavoro sarà sospeso e non saranno dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominato".

E la regola non cambia se ci si riferisce agli studenti: "A far data dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 anche gli studenti universitari devono essere in possesso della certificazione verde COVID-19 per la partecipazione alle attività didattiche e curriculari in presenza". Con l'eccezione, ovviamente, per chi non è nelle condizioni di ricevere la dose di vaccino. "L'obbligo del possesso della certificazione verde COVID–19 non si applica al personale docente e tecnico amministrativo, nonché agli studenti, esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute". 

Polito: "Controlli a campione sugli studenti"

L'impostazione è in tutto e per tutto simile anche per il Politecnico di Torino. "Nella prospettiva da sempre perseguita dall’Ateneo del massimo sostegno alla campagna di prevenzione del rischio di contagio e al supporto dei lavoratori - ha scritto in una nota il rettore, Guido Saracco - si ritiene anche in questo caso importante applicare prontamente la normativa, che mira a tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza finalizzate ad agevolare lo svolgimento delle attività didattiche e curriculari in presenza e, nel contempo, salvaguardare la sfera sociale della intera comunità universitaria che frequenterà dal 1° settembre l’Ateneo".

Pertanto, a partire dal 1° settembre, tutto il personale e tutti gli studenti potranno accedere ai locali del Poli solo se in possesso di Green Pass o di “Certificazione di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19” rilasciata secondo i criteri definiti dal Ministero della salute. "La normativa indicata prevede l’obbligo per l’Ateneo di verificare il rispetto delle nuove prescrizioni, quindi, oltre ai consueti controlli per l’accesso alle nostre sedi, verrà accertato il possesso del Green Pass o del Certificato di esenzione".

Coinvolto il personale docente e ricercatore, il personale tecnico amministrativo e bibliotecario, i docenti e i collaboratori didattici a contratto, i borsisti, gli assegnisti di ricerca, i collaboratori, i tirocinanti, ma anche gli studenti iscritti a qualunque corso universitario compresi dottorati, master, corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione o altro.

"Come auspicato dalle Linee Guida del Co.Re.Co. (Comitato Regionale di Coordinamento), per favorire la più ampia possibile tutela delle persone che lavorano presso le nostre sedi, l’Ateneo sta valutando le modalità migliori per sensibilizzare anche il restante personale che a vario titolo opera stabilmente all’interno dell’Ateneo - prosegue Saracco -. Le verifiche della certificazione saranno effettuate ai varchi di ingresso da personale opportunamente istruito e delegato, utilizzando esclusivamente strumenti  aderenti alla normativa sulla privacy (attualmente l’applicazione VerificaC19).  Nei confronti degli studenti le verifiche potranno essere effettuate a campione".

E anche in questo caso, per chi lavora al Poli, non avere il green pass significa rischiare di rimetterci in termini di stipendio. "Si ricorda infine che la norma prevede che il mancato rispetto degli obblighi da parte del personale sia considerato assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, tenuto conto delle caratteristiche e delle specificità della prestazione lavorativa del personale, il rapporto di lavoro sarà sospeso e non saranno dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominato".

Edisu: Green pass per mense e sale studio

Ma dal 1° settembre gli universitari piemontesi saranno obbligati ad avere il Green Pass anche per mangiare in mensa o accedere alle sale studio.

Anche Edisu recepisce infatti le linee guida emanate dal Comitato regionale di coordinamento delle Università del Piemonte, in ottemperanza del Decreto Legge del 6 agosto scorso. Destinatari della misura tutti gli studenti e le studentesse iscritti a qualunque corso universitario (compresi master, corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione o altro) e presso gli Istituti AFAM. Previsto take away per chi non ha il certificato verde. “Tutelare la salute dei nostri studenti e studentesse - sottolinea il Presidente di Edisu Piemonte Alessandro Sciretti - limitare le possibilità di trasmissione del virus, rispettare le norme che il Governo centrale ci impone ma, allo stesso tempo, garantire anche a chi - a vario titolo - non è ancora in possesso del green pass di poter usufruire ugualmente di un servizio essenziale come quello della ristorazione".

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium