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Economia e lavoro | 14 giugno 2021, 10:30

Gigafactory in Italia? Il Canavese tira fuori l'orgoglio: "Non solo Stellantis, c'è già il progetto Italvolt"

Nei giorni in cui il Governo si concentra sulla creazione di un polo per le batterie, Confindustria ricorda che nel suo territorio, da mesi, è stato annunciato il progetto dello svedese Lars Calstrom

Personalità in visita a sito produttivo

Un momento della recente visita di Alberto Cirio a Scarmagno con l'ad di Italvolt

Il Canavese sceglie di tirare fuori l'orgoglio. Nei giorni in cui si torna a parlare con una certa costanza di "gigafactory" (la fabbrica di batterie elettriche che potrebbe essere uno snodo fondamentale non solo per l'automotive, ma anche per il tessuto economico locale nel suo insieme), c'è chi non si rassegna a rimanere all'ombra di Stellantis e di Torino.
E' Confindustria Canavese, che con una nota ufficiale ha deciso di ricordare al Governo la recente nascita di Italvolt, "un progetto i cui meccanismi sono già ben avviati e che, con un adeguato supporto pubblico e privato, potrebbe in breve tempo divenire la prima Gigafactory italiana".

Nel mese di aprile, l'Italia ha sottoposto a Bruxelles un piano per accedere ai fondi europei, al fine di realizzare in Italia una Gigafactory per le auto elettriche. E se il Governo sta lavorando per trovare le risorse necessarie per sostenere questo progetto sul territorio nazionale, è altrettanto vedo che l'interesse sembra orientarsi su un ruolo di primo piano a Stellantis. Ma Ivrea e dintorni (Scarmagno, in particolare) non ci stanno: "Pur ritenendo estremamente positivo l’interesse del nostro Governo per fare in modo che anche il nostro Paese si doti di un'infrastruttura strategica per la mobilità elettrica, Confindustria Canavese intende ricordare all’esecutivo che in Piemonte, nel mese di febbraio, è stata annunciata la nascita di Italvolt, società fondata e guidata dallo svedese Lars Carlstrom, industriale nel settore automotive, che ha scelto l’area ex Olivetti di Scarmagno per la realizzazione della prima gigafactory in Italia".

Una scelta non casuale

Scarmagno è un sito che non è stato scelto a caso: "Oltre ad avere un forte legame con una delle storie industriali più importanti dell’Italia - prosegue la nota di Confindustria Canavese - è stato ritenuto strategico per la vicinanza con il Politecnico di Torino e per la sua ubicazione, considerata ideale grazie al comodo collegamento con l’autostrada e alla vicinanza con il Sud dell’Europa e con l’asse portuale di Genova. Italvolt è un’operazione in cui le istituzioni locali credono fortemente; con un ottimo lavoro di squadra stanno seguendo passo passo lo sviluppo del progetto, considerato una eccezionale opportunità per l’intera Regione".

 

"Il governo prenda in considerazione anche il Canavese"

Ritengo opportuno che il governo italiano prenda in considerazione anche Italvolt, iniziativa imprenditoriale che può già contare sul sostegno di finanziatori privati e che ha riscosso l’attenzione da parte di alcune importanti agenzie europee”, spiega Patrizia Paglia, presidente di Confindustria Canavese. “Un progetto i cui meccanismi sono già stati avviati e che, pertanto, se potesse contare anche su un concreto supporto pubblico, potrebbe mettere il piede sull’acceleratore e diventare presto operativo. La nascita di Italvolt a Scarmagno permetterebbe inoltre un’importante operazione di riqualificazione industriale e ambientale, rivitalizzando l’area del più grande stabilimento che Olivetti aveva fatto costruire in Canavese, contenendo nello stesso tempo il consumo del suolo e favorendo la transizione ecologica. Un’operazione che costituirebbe una straordinaria risorsa per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio e permetterebbe di riportare in vita un sito che ha un profondo valore storico e simbolico”.

Massimiliano Sciullo

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