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Politica | 27 maggio 2021, 09:55

'Ndrangheta a Chivasso: stasera la "questione morale" approda in Consiglio. Intanto Buo toglie l'appoggio al sindaco

"Avremmo desiderato un chiarimento con il sindaco su questi aspetti di queste inopportune comunicazioni"

'Ndrangheta a Chivasso: stasera la "questione morale" approda in Consiglio. Intanto Buo toglie la fiducia al sindaco

Si discuterà questa sera, giovedì 27 maggio, della "questione legalità" a Chivasso, proposta dal Movimento Cinque Stelle dopo la notizia di alcune telefonate tra il sindaco Claudio Castello Giuseppe Vazzana, uno degli arrestati durante l'operazione contro la 'ndrangheta Platinum - Dia

Nella serata di ieri, infatti, il Consiglio comunale ha deciso di rimandare l'argomento per lasciare ampio spazio di discussione al sindaco Claudio Castello e a tutti i consiglieri. Nel frattempo, in apertura della seduta, la consigliera comunale Claudia Buo ha ribadito quanto fatto sapere già qualche giorno fa.

Ovvero la decisione di "Liberamente", gruppo di cui fa parte, di togliere la fiducia al primo cittadino chivassese.

Le parole di Claudia Buo

"Abbiamo appreso dagli organi di stampa dell'operazione Platinum e dei 33 arresti per traffico internazionale di droga, riciclaggio, estorsione e altri gravissimi reati aggravati dalla modalità mafiosa - è il comunicato letto da Buo -. Con smarrimento e sgomento abbiamo letto gli estratti delle intercettazioni che riguardano lo scambio di telefonate tra il sindaco ed uno dei soggetti arrestati nel corso della campagna elettorale delle ultime elezioni amministrative e fra esponenti dello schieramento che fa capo al consigliere Doria e il soggetto stesso. Siamo e saremo sempre garantisti, anche con gli avversari politici e siamo ancora di più sollevati dal fatto che ad oggi non risultano procedimenti nei confronti del sindaco e degli altri politici oggetto di queste intercettazioni telefoniche. Rifuggiamo le valutazioni affrettate e siamo fiduciosi nell'operato delle istituzioni preposte, tuttavia siamo politici e siamo chiamati dai nostri cittadini a prendere una posizione che attiene all'ambito della pratica politica e della morale politica. Liberamente fonda le sue basi su valori di trasparenza e rigore dell'azione politica. Crediamo nella funzione divulgativa e formativa dell'Università della Legalità e siamo riconoscenti alle donne e agli uomini che in questi anni si sono spesi per renderla un orgoglio della nostra città. Crediamo e continuiamo a credere nella forza del gruppo in antitesi alla personalizzazione della politica ed al suo corollario di smodate ambizioni personali".

Quindi continua: "Avremmo desiderato un chiarimento con il sindaco su questi aspetti di queste inopportune comunicazioni. Comunicazioni che gettano sulle passate elezioni chivassesi un'inquietante ombra che si allunga finanche sull'elezione dei candidati alle cariche di governo locale. Questo chiarimento purtroppo non c'è stato, sostituito da una confusa e approssimata ricostruzione di fatti e di circostanze terminata con una perentoria richiesta di appoggio incondizionato alla persona del sindaco. Ricostruzione che nonostante l'evidente contraddizione con le risultanze delle intercettazioni è stata ribadita dal sindaco anche con comunicati usciti a mezzo stampa. in questo frangente ritirare il nostro sostegno al sindaco è azione politica per noi dolorosa ma inevitabile. La scelta è stata presa a maggioranza degli attivi della lista e non all'unanimità. Riteniamo imprescindibile che il Comune si costituisca parte civile nel processo che seguirà le indagini in corso a tutela dell'onorabilità della cittadinanza"".

redazione

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